MotoGP, Valentino Rossi

Valentino Rossi, il grande rivoluzionario delle moto

Valentino Rossi è l'ultima leggenda della classe MotoGP. Ha rivoluzionato il mondo delle due ruote e a 42 anni di età non ha perso il suo carisma.

2 luglio 2021 - 10:07

L’ebbrezza delle competizioni di motociclismo è da sempre una delle più entusiasmanti dello sport ad alti livelli. Poter volare sull’asfalto ed entrare in curva a velocità pazzesche regala grandi emozioni sia ai piloti sia ai tifosi. In questo contesto così specifico, nel quale un pilota deve essere un tutt’uno con la propria moto, il talento di Valentino Rossi è spiccato negli ultimi 25 anni come il più grande e fulgido in assoluto. Il classe 1979 cresciuto a Tavullia, in provincia di Pesaro, a 42 anni continua a divertirsi in sella a una moto. Come quando ne aveva 17, quando ha debuttato nel campionato 125 con l’Aprilia, storica scuderia italiana. Nato e cresciuto con la passione dei motori inculcatagli dal padre Graziano, Valentino ha subito dimostrato di avere un talento assoluto per le moto.

Il confronto con Marquez

Appassionato di motori, come dimostrato anche dalle svariate prove in pista con una vettura F1 della Ferrari, una delle outsider dell’attuale campionato secondo le quote sull’automobilismo mondiale disponibili attualmente, Rossi ha dato prova del suo talento alla guida sulle due ruote in qualsiasi tipo di condizione. La sua abilità nel sentire la moto come se fosse parte di sé gli ha permesso di diventare uno dei piloti migliori di sempre. Al di là dei titoli vinti, un riconoscimento statistico nel quale negli ultimi anni i vari record di Marc Marquez stanno facendo nascere un dibattito su chi sia il più vincente tra i due, Valentino ha creato una vera e propria cultura motociclistica in Italia. Questo perché, da quando ha iniziato a correre, è stato sempre al centro dell’attenzione durante ogni gran premio. Anche adesso che ha raggiunto la veneranda età di 42 anni, il Dottore sembra continuare a generare quella passione che lo accompagna da sempre. Nonostante il fisico, e adesso anche i risultati, sembrino non accompagnarlo più.

Valentino il rivoluzionario

La sua grandezza, tuttavia, non si riscontra solamente nelle statistiche, le quali lo vedono comunque ancora recordman di vittorie di un campionato in MotoGP con sei titoli, gli stessi di Marquez. Rossi è stato il più grande rivoluzionario della storia del motociclismo per via di quella sua ribellione al modo di guidare classico. Ma anche per la sua voglia di cercare e ottenere sempre nuove sfide, come quando nel 2003 decise di lasciare la fortissima Honda per approdare alla Yamaha, cercando così nuovi stimoli dopo aver tre titoli consecutivi. Nel 2004 iniziò dunque una sfida all’ultimo sangue con la sua ex scuderia a cavallo di una Yamaha all’epoca poco affidabile. Il suo grande talento e la sua abilità nello sviluppare la moto furono fondamentali per far fare il salto di qualità a una gloriosa scuderia finita nel baratro da troppo tempo. La prima stagione in sella alla Yamaha fu senza dubbio la più bella per Rossi. Vinse contro ogni pronostico, dando il via alla fase più avvincente e trionfante della sua carriera.

Foto: Getty Images

6 commenti

trediciport_13696908
13:58, 2 luglio 2021

Grande rivoluzionario!!! Grande rivoluzionario! E Basta continuate a dargli meriti che sinceramente non ha, molti dei campionati vinti li ha vinti con sorrettezze che oggi lui critica ad altri. Levatevi le spoglie del tifoso e aprite gli occhi.

Originals
13:48, 2 luglio 2021

Come capacita di spremere il massimo da una moto, Stoner gli e stato superiore. Si parla tanto dell biennio ‘08-‘09 come il miglior Rossi, con Stoner, Lorenzo, Pedrosa in pista. La gente si dimentica che la Ducati stava pegiorando, solo Stoner lo poteva girare, Melandri zero podi, Hayden uno. Poi i suoi problemi di salute. Lorenzo perse confidenza dopo la brutta caduta nelle libere in Cina, era in testa alla classifica a quel punto, si riprese difficilmente poi. Un debutante, con Michelin, meno performanti delle Bridgestone dell compagno, separato da un muro, che rischiava di vincere il mondiale all primo anno. Poi che dire di Pedrosa, fra infortuni e guarigioni, perdendo in entrambi casi i test preseason. Rossi e stato molto bravo a trarre il massimo con la sua esperienza dalle sfortune altrui, un po come il 2015.

    FRA 1988
    13:58, 2 luglio 2021

    Beh è chiaro che andò via dalla Yamaha proprio perchè Lorenzo era diventato un compagno troppo scomodo e voleva cambiare aria.

FRA 1988
11:08, 2 luglio 2021

Ok, Sete buon rivale ma non è stata la sfida maggiore per Rossi.Non si parla di un campione e i freddi numeri dicono che Gibernau è andato forte solo due anni( 2003-04) con un 2006 flop.Max nel biennio 2004-05 era in fase calante e le statistiche parlando di una sola vittoria a stagione: troppo poco. La vera sfida,semmai,è stata quella di battere Pedrosa,Lorenzo e Stoner. Il biennio 2008-2009 fu ricco di lotte dure,rivalità,sfide con un Rossi che poteva gestire con esperienza gli accesi duelli contro giovani entrati nella storia del motociclismo moderno.

    Max75BA
    12:01, 2 luglio 2021

    …stava per vincere un mondiale in “epoca M.M.” dal punto di vista prettamente sportivo “manca” quel mondiale vinto da Lorenzo, mondiale comunque meritato, ha vinto anche più gare di Rossi…però resta indelebile la “porcata” di M.M.

      FRA 1988
      12:53, 2 luglio 2021

      Rossi era il riferimento nel 2008-09 ma nel 2015 o 2016 non lo era più. La sua fortuna furono gare bagnate dove Lorenzo non andava( vedi Silverstone,Misano,Motegi) dove Rossi ne approfittò facendo 1 vittoria e altri 2 podi. Mentre nel 2016 era Marquez il più costante con Rossi autore di una buona annata, ma con 4 zeri terribili al fine della classifica( 3 cadute e un ko di motore).

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso

Test MotoGP, Valentino Rossi cambia programma. ‘Dovi’ più aggressivo

MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Fabio Quartararo: “Da Dovizioso aspettiamo info su Ducati”

iker lecuona motogp

MotoGP, Iker Lecuona: “Devo mantenere lo stesso spirito di sempre”