MotoGP, Toni Elias

Toni Elias: “Valentino Rossi non mi ha mai perdonato”

Toni Elias ricorda la sfida contro Valentino Rossi nel GP di Portogallo 2006. Il Dottore fu beffato per 2 millesimi, 5 punti che gli costarono il Mondiale.

13 aprile 2020 - 20:54

Valentino Rossi non è un pilota abituato a perdere i duelli, in oltre venti anni di carriera ha sfidato e vinto i mostri sacri della MotoGP. Toni Elias ha lasciato definitivamente la MotoGP nel 2015, prima di passare nel campionato MotoAmerica Superbike. Ricorda perfettamente la sfida del 2006 all’Estoril, penultimo round stagionale. All’epoca il Dottore era secondo in classifica, distaccato di 12 punti da Nicky Hayden, autore di un incidente a metà gara. La vittoria iridata era servita su un piatto d’argento al campione di Tavullia…

LA BEFFA AL FOTOFINISH

Ma Valentino Rossi ha dovuto però vedersela con un’altra Honda, quella team privato Fortuna, vincitore di quella gara con un vantaggio beffa di 2 millesimi su Valentino Rossi. Per lo spagnolo fu l’unica vittoria in carriera nella classe MotoGP. Quei cinque punti persi in Portogallo si rivelarono fatali per la conquista del sesto titolo in top class per il pesarese. A distanza di 14 anni Toni Elias ha ricordato quella gara su DAZN. “Vincere una gara della MotoGP è molto importante. Ma a rendere più prestigiosa quella vittoria fu il personaggio contro cui avevo combattuto, Valentino Rossi. È un grande ricordo che avrò sempre nel mio cuore“.

Ogni anno Toni Elias rivede il nove volte iridato ad Austin e ogni volta ricordano quella sfida: “La porta ancora nel cuore, non mi ha perdonato. Gli dico che è finita, è ora di essere amici… ma è impossibile, è così competitivo, lo ha inchiodato nel cuore e non mi perdonerà mai. Per me è il contrario, l’ho vinto un giorno, ma per me è il miglior pilota di tutti. Anche se ora il più forte è Marc Márquez, e lo supererà, credo“.

LA CONDANNA DEI TEAM PRIVATI

Infine il pilota spagnolo solleva una polemica sui team satelliti, che non saranno mai in grado di ambire al Mondiale MotoGP. “Un team privato non potrà mai ambire al Mondiale, è politica. Possono vincere delle gare, come capitato a Cal Crutchlow. Ma anche se una fabbrica ti fa firmare un contratto che ti assegna una moto ufficiale, e io ho firmato quel contratto, non succederà mai. Crutchlow non avrà mai la moto di Marc Márquez, impossibile. Anche se lo dicono. Un giorno Crutchlow andrà in pensione, e sarà in grado di parlare come sto facendo ora. Mi piacerebbe vedere Cal con una Honda ufficiale, darebbe molti problemi“.

2 commenti

francescoflm7_14793404
15:35, 13 aprile 2020

Io nemmeno lo ricordavo questo Tony Elias..e sinceramente non credo che vale lo ricordi cosispasmodicamente come crede lui.Riguardo alla dichiarazione su Marquez nel presente è sicuramente più competitivo ma ahimè destinato x quanti gp potrà ancora vincere… all oblio proprio come il suo ex collega Elias.

fabu
15:30, 13 aprile 2020

Anche perché Elias quell’anno centró Rossi alla prima curva della prima gara, quindi gli fece perdere ben più di cinque punti. Poi era destino che dovesse perdere il mondiale, ritiro in Cina per gomma difettosa, ritiro a LeMans quando era in testa per motore in fumo, il compagno Edwards che si stende all’ultima curva ad Assen regalando la vittoria ad Hayden. Poi l’ultima gara a Valencia sappiamo come è andata.

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