MotoGP, Bastianini e Di Giannantonio

Test MotoGP, Bastianini: “Che differenza!”. Di Giannantonio: “Un calcio nel sedere”

Nel test MotoGP di Jerez Enea Bastianini ha provato per la prima volta la Ducati GP21. Esordio per Fabio Di Giannantonio: "Sensazione incredibile".

18 novembre 2021 - 22:41

Enea Bastianini ha provato per la prima volta la Ducati GP21 nel test MotoGP a Jerez ed è andato subito forte. Terzo crono di giornata (1’37″402) a soli 89 millesimi dal best lap di Taka Nakagami (1’37″313). “Per la prima volta mi sembra di essere davanti“, ha detto ridendo il 23enne romagnolo del team Gresini Racing. Nella stagione 2021 ha patito non poco sul giro secco e nelle qualifiche, ma con la nuova moto sembra già trovare un feeling migliore. “La differenza è abbastanza grande, soprattutto questa moto è più stabile della mia sia in frenata che in accelerazione. Quindi posso concentrarmi maggiormente sul mio stile di guida“.

Non solo più cavalli, ma anche più trazione rispetto alla GP19 guidata nella sua prima stagione in MotoGP. Esordio (ritorno) in Gresini con ottime sensazioni per Enea Bastianini: “La squadra è fantastica, abbiamo fatto un buon lavoro e i ragazzi si sono abituati subito“. Il pensiero non può che andare a Fausto Gresini che l’ha lanciato nel Motomondiale. “Manca Fausto, ma sono sicuro che ci guarda dall’alto e sorride”.

L’esordio di ‘Diggia’

Primo giorno in MotoGP per Fabio Di Giannantonio, non può che essere sbalordito dal prototipo Ducati. “Questo è il giorno più bello della mia vita. Ti aspetti qualcosa, ma è molto di più, tutto è molto di più. È davvero difficile per me descriverlo. Anche durante la pausa pranzo, mi sono seduto lì con mio padre, che ovviamente voleva sapere come si sente una MotoGP… È difficile da descrivere. La MotoGP è una storia a sé, è incredibile, la moto è così forte. Per una persona che sale su una MotoGP per la prima volta è una sensazione fantastica“.

Sono soltanto le fasi iniziali per il rookie, mancano due secondi dal miglior crono di giornata. Dovrà quindi cominciare dall’ergonomica fino a cambiare stile di guida per pensare di essere nelle posizioni alte di classifica. “È incredibile quando arrivi al punto di massima trazione, è davvero come un calcio nel sedere. E ogni volta che metti la marcia successiva, è un altro calcio nelle natiche… Con la Moto2 non puoi guidare con tali angoli di piega. Non vedo l’ora di vedere le mie foto quando strofino la spalla sull’asfalto“.

Il modo migliore per apprendere lo stile MotoGP è guidare dietro i piloti più esperti. “Sono molto precisi perché hanno il controllo della moto. Questa è la differenza più grande. Potrei essere in grado di fare due giri simili, ma le linee non sono mai esattamente le stesse. Non freno mai nello stesso punto perché non ho la moto in mano. Ero un po’ dietro a Jack e Pecco, Quartararo mi ha superato. Nelle due curve dietro di loro, perché non sono ancora possibili più di due curve, ho imparato più di quanto ho fatto tutto il giorno da solo. Dietro di loro capisci le linee, come devi usare l’angolo di piega e il gas, dove è il limite, perché entrano in curva a 10 km/h in più“.

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