Superbike, Tito Rabat con il Barni Team

Superbike, Tito Rabat: “Faccia a faccia con Dall’Igna e Ciabatti”

Tito Rabat pronto per la nuova sfida in Superbike. Patti chiari, amicizia lunga con i vertici Ducati. E ammette: "Il mio tempo in MotoGP era finito".

2 gennaio 2021 - 13:47

Dopo cinque anni in MotoGP, dove non ha mai avuto la reale possibilità di esprimere il suo potenziale, Tito Rabat cercherà fortuna in Superbike. Un passaggio a cui era contrario fino a qualche mese fa, essendo ancora legato al team Avintia fino al termine del 2021. Messo alle strette non ha avuto altre opzioni. “Non lo accettavo tanto, ma il mio tempo in MotoGP è finito. Non è stata una tappa felice della mia vita. Ora vengo in SBK. Mi piace correre e voglio potermi divertire in sella a una moto, con moto che hanno velocità, con cavalli, che vanno a 300 e ti costringono a fare uno sforzo. È quello che mi piace“.

Non cambia marchio Tito Rabat, a convincerlo Paolo Ciabatti e Gigi Dall’Igna. Lascia fuoriclasse del calibro di Marc Marquez e trova altri mostri sacri del calibro di Jonathan Rea e Scott Redding. Ma stavolta potrà giocarsela ad armi pari o quasi. Da Borgo Panigale ha ricevuto garanzie: “Sono tornato dall’Italia con un sorriso, sono entusiasta. La Panigale 1100 che mi hanno regalato non è la mia moto, non è la Superleggera, ma posso allenarmi in pista“, racconta in un’intervista ad ‘AS’. Nel mese di gennaio girerà insieme a Xavi Forés ed altri piloti di MotoGP, Moto2 e Moto3 sui tracciati di Almería, Cartagena e Portimao. Ci saranno anche Jorge Martin, Aleix Espargarò, forse Joan Mir.

Gli obiettivi per il 2021

Nella sua prima stagione in Superbike non avrà altri obiettivi che divertirsi. “Ho bisogno di divertirmi. Non pagherò nulla per correre, ma nemmeno guadagnerò nulla. Tutto quello che voglio è una moto che possa mostrare il mio potenziale e lottare per salire sul podio, vincere gare, essere davanti ed emozionarmi – ha aggiunto Tito Rabat -. Ho parlato molto chiaramente con loro e mi hanno detto che in linea di principio avrò una moto competitiva. Vedremo. Non mi faccio illusioni, perché in Honda mi hanno detto che avrei avuto la moto di Marquez e in Ducati quella di Dovizioso, ma poi sono venuti meno“.

Il sogno è poter tenere testa al sei volte campione Jonathan Rea, sfruttare tutta l’esperienza accumulata in MotoGP e, magari, tornarci quanto prima. In Ducati sono stati chiari con il pilota spagnolo: “Gigi e Paolo mi hanno detto personalmente che se dimostrerò di poter essere davanti in gara, non mi mancherà nulla. Me l’hanno detto faccia a faccia“. L’importante era ritrovare il sorriso e ci è riuscito: “Adesso sto bene e proseguo il cammino“. Primo test ufficiale il 20 gennaio a Jerez insieme ai ducatisti ufficiali

1 commento

Anonimus
22:29, 3 gennaio 2021

Quanto si sopravvaluta!

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