motogp spy aragon

Spy MotoGP: Un’occhiata ai piccoli dettagli nel freddo di Aragón

Prime due giornate completate ad Aragón, come sempre non manca qualche interessante dettaglio sulle MotoGP. Vediamo da vicino di che si tratta.

17 ottobre 2020 - 19:00

La fredda giornata di venerdì al MotorLand Aragón ci ha rivelato alcuni dettagli dei prototipi della MotoGP. Ricordiamo, sessioni posticipate, per permettere ai piloti di trovare una pista più ‘calda’ ed evitare cadute. Ma concentriamoci su queste  immagini immortalate nel corso della prima giornata.

Mentre la Yamaha ha dominato il venerdì di libere, le Ducati hanno accusato maggiori difficoltà a causa del vento presente sul circuito spagnolo.

Le Ducati hanno lottato parecchio. Le temperature più fresche non sembrano proprio adattarsi alle GP20: i piloti soffrono di mancanza di grip e feeling con le gomme.

Guardando più da vicino questa foto, possiamo vedere alcuni piccoli dettagli. Il cucchiaio, sotto il forcellone, ha un piccolo gancio che si aggancia al supporto rosso appena sotto lo scarico laterale. È anche attaccato alla parte posteriore: possiamo vedere il supporto che sporge dalla copertura del disco posteriore.

Vediamo anche il cilindro posteriore della Ducati V4 proprio davanti ai piedi di Pecco. Inoltre, guardando appena sotto il manubrio della rossa, si vede  l’ammortizzatore di sterzo che sporge, quell’asta d’argento con un anello d’oro all’estremità. Ha un sensore di posizione (il sottile cilindro verde che si trova proprio sopra di esso) che analizza la posizione dell’ammortizzatore di sterzo per registrarne i movimenti. Da lì, gli ingegneri possono vedere se hanno bisogno di regolare l’ammortizzatore di sterzo. Pur trattandosi di qualcosa che i meccanici raramente modificano.

Maverick Viñales da qualche gara utilizza un freno posteriore con una leva a sinistra, invece del freno a pollice. La leva del freno e la leva della frizione si sovrappongono.

Una cosa interessante qui è la catena. Possiamo osservare quanta tensione c’è in fondo, ma non in cima. Guardiamo anche il freno motore dall’esterno. Quando il pilota rilascia l’acceleratore entrando in curva, la velocità del motore scende in modo relativamente rapido e il pilota utilizza quindi il freno motore. Il pilota ha la sensazione di essere un po’ ‘tirato indietro’ mentre la moto cerca di rallentare.

Certo si può affinare l’effetto frenante, a seconda delle preferenze dei piloti. Un migliore freno motore può far rallentare la motocicletta più velocemente, ma può anche causare lo slittamento del posteriore della moto e portare alla perdita di controllo. Come con tutte le impostazioni possibili sulle moderne MotoGP,  anche il livello del freno motore è una questione di compromesso.

Infine, Alex Márquez ha dato una buona occhiata alla Yamaha M1 di Franco Morbidelli al termine delle FP1. Morbidelli stava per realizzare una prova di partenza, mentre Márquez cercava solo di vedere come funziona il famoso holeshot device presente sulla Yamaha.

Foto: Dorna Sports

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Franco Morbidelli e Valentino Rossi

MotoGP, Franco Morbidelli: “Valentino Rossi ed io stiamo bene insieme”

motogp

MotoGP, l’analisi: chi è migliorato e chi no tra Aragón e Teruel?

alex marquez motogp

MotoGP, Emilio Alzamora: “Alex Márquez ci sta sorprendendo”