Scott Redding: “Marquez ed io stesso talento, ma lui aveva Red Bull”

Scott Redding ha lasciato la MotoGP non senza polemiche: "La differenza tra me e Marquez sono i soldi. Valentino Rossi? Nel posto giusto al momento giusto".

16 gennaio 2019 - 16:18

Dopo 11 anni nel Motomondiale Scott Redding guarda al futuro e non è detto che sia solo nel campionato britannico Superbike. L’ex pilota Aprilia, dopo una stagione piuttosto tumultuosa, ha un solo rimpianto: non essere riuscito ad agguantare il titolo Moto2 nel 2013, dopo che il fornitore di pneumatici Dunlop ha apportato delle modifiche a campionato in corso che hanno messo in difficoltà il feeling con la Kalex del team Marc VDS Racing. L’infortunio al polso rimediato a Phillip Island, che lo ha costretto a saltare la gara, ha complicato la sua miglior stagione in carriera.

LA BOXE – Sebbene in molti lo vorrebbero protagonista sul grande schermo, dopo il successo dei suoi vlog, nella mente del pilota britannico da tempo sobbalza l’idea di darsi al pugilato. “Mi piacerebbe fare degli incontri, mi sto allenando molto – ha confessato a Crash.net -. Avrò il tempo fra una  gara e l’altra, mi piacerebbe fare qualcosa”. A Rimini si è allenato in palestra per apprendere soprattutto il gioco di gambe dei boxer: “Non mi importa del punching, voglio solo capire il gioco di gambe. Non ho una tecnica perfetta ma ho la forza. Se guardi alcuni pugili e come si muovono in piedi, è bellissimo da guardare… è come un’arte“.

IL TITOLO SFIORATO – Non ha avuto successo in Aprilia, ma neppure una seconda possibilità come avviene quasi per tutti i piloti. Ha faticato non poco con i ritardi tecnici della RS-GP, pur non sentendosi inferiori agli avversari. “Sei battuto da persone che con la moto giusta potresti generalmente battere con una mano. Non lo dico  in modo irrispettoso… Ma non puoi adattarti velocemente a qualcosa che non funziona… Sono andato fino in fondo pensando che i giorni della Ducati non erano male. Se mi fosse stato offerto di tornare indietro, tornerei indietro perché non era poi così male… Da quando ho lasciato VDS mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato“, ha aggiunto Scott Redding, che si rimprovera di non essere rimasto un altro anno in Moto2 per tentare l’assalto a quel Mondiale sfumato per pochi punti. Se un giorno dovessero riproporgli una MotoGP sarebbe felice di riprovare, con qualunque costruttore, anche per una sola gara.

ALLA PARI CON MARQUEZ – Il britannico non crede di avere meno talento di Marc Marquez, rivale alla pari in Moto2, ma solo una differenza di opportunità, di persone  intorno e di soldi. “Un sacco di gente sa che abbiamo avuto lo stesso talento. Il potenziale  credo fosse abbastanza simile, ecco perché ho molto rispetto per lui.  Ero in Spagna, ma non ho avuto l’opportunità giusta.  Per come sono la mia famiglia, per come sono io, non ci adattiamo a un sacco di regole. Marc è entrato in MotoGP con la sua squadra, ha avuto Red Bull e Repsol dietro di lui per tutta la vita. Ancora adesso ha dietro più o meno  la stessa  squadra di tecnici che aveva in Moto2.. Aveva [Emilio] Alzamora al suo fianco. Io a 15 anni non avevo neppure una casa, lavoravo sodo, ed ero uno spirito libero…“.

VALENTINO E DOVIZIOSO – Rispetto ai big di oggi come Valentino Rossi e Andrea Dovizioso gli è mancata la fortuna: “Valentino è stato sempre al momento giusto nel posto giusto. Quando è andato in Ducati, è stata dura e voleva smettere. È tornato in Yamaha, è stato un po’ più facile, poteva fare risultati, ed è ancora lì. Sarebbe interessante vedere se i ruoli fossero invertiti… Dovizioso ara vicino a rinunciare alla sua carriera. Ho letto in un articolo e che voleva fermarsi, poi è rimasto e ha iniziato a ottenere risultati. Rimanere lì e migliorare di continuo, è  stato impressionante“.

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