Superbike, Scott Redding

Scott Redding: “In MotoGP ero malvisto, voglio farvi divertire”

Scott Redding punta alla vittoria del Mondiale Superbike: "Ducati è la moto giusta". Ma vuole anche divertimento: "Sono folle, in MotoGP ero malvisto".

14 marzo 2020 - 13:53

Scott Redding è una seria minaccia per Jonathan Rea nella corsa al titolo mondiale Superbike 2020. Sperando che, prima o poi, ci sia un campionato vero e proprio. Ad eccezione della classe MotoGP, il britannico ha sempre brillato. Nel 2013 ha sfiorato il titolo iridato Moto2 a causa di un infortunio. La sua prima vittoria nel Motomondiale è arrivata nel 2008 a Donington Park, quando militava nella 125cc, a 15 anni e 170 giorni di età. “Ho combattuto per il podio in MotoGP (due podi in Top Class) nonostante la moto non fosse all’altezza per puntare a  quei risultati“.

Dopo una pessima stagione in Aprilia e un licenziamento per certi versi discusso,  è migrato nel BSB, per mostrare di essere ancora un vincente. Un titolo che gli ha dato nuovamente fiducia agli occhi del mondo, trampolino di lancio per il WorldSBK. “Le persone hanno appena di cosa sono capace. Datemi il potenziale adatto e ti mostrerò che posso ottenere risultati“. La competizione passa in secondo piano, Scott Redding ha un solo obiettivo: vincere. “Non lo faccio per essere famoso. Vado a guadagnare i miei soldi. È il mio lavoro. Sto rischiando la vita. Ho una passione per la vittoria. Ero in MotoGP e finivo sedicesimo o diciassettesimo e non mi interessa correre così. Preferisco correre per molti meno soldi e lottare per vincere“.

SCOTT ‘RIMPROVERA’ BAUTISTA

La classe regina ha spezzato il fiato al campione di Gloucester, uscirne è stata quasi una liberazione. “Quando ero in MotoGP, ogni anno la candela stava diventando sempre più bassa, volevo ricominciare a vincere. Dovevo avere la moto e il team giusti per farlo. Ora ce l’ho in Superbike e ho già dimostrato che ho potenziale“. A Scott Redding il difficile compito di riportare il mondiale a Borgo Panigale dopo un decennio di magra. Crede di avere tutto per poter ambire al titolo. “Sarebbe importante per me e loro, mi aprirebbe altre porte. Credo che possiamo riuscirci, abbiamo una delle migliori moto in griglia… Bautista ha vinto molte gare lo scorso anno (16, ndr). Avrebbero potuto fare un paio di cose in modo diverso per vincere quel titolo abbastanza comodamente. Ma non è stato così… Sento davvero che la Ducati crede in me e che posso vincere“.

Vincere e divertire, non è un mistero che Scott sia anche un personaggio alquanto bizzarro fuori dalla pista. “Ho una personalità folle. In MotoGP probabilmente ero un po’ malvisto, ma nel BSB mi hanno lasciato fare. Questo ha portato energia alla serie. Ai fan del BSB piaceva un pò di fuoriprogramma. Non dovremmo essere dei robot a cui mettere in bocca cosa possiamo e non possiamo dire. Dovremmo essere  onesti e dovremmo divertirci“. Nel Mondiale Superbike potrebbe avere trovato il suo habitat ideale.  “Qui hanno sempre apprezzato  piloti veloci ma anche  divertenti fuori pista. Alla fine della giornata mi piace diventre  intrattenitore, lasciatemelo fare“.

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