Giampiero Sacchi Jorge Lorenzo

Da Giampiero Sacchi ad Alberto Puig, i commenti sul ritiro di Jorge Lorenzo

Giampiero Sacchi, Gigi Dall'Igna, Lin Jarvis e Alberto Puig sono stati persone importanti nella carriera di Jorge Lorenzo. Le loro parole sul ritiro del maiorchino.

24 dicembre 2019 - 11:17

Più di un mese fa Jorge Lorenzo annunciava la fine della sua carriera motociclistica. Una notizia che ha colto molti di sorpresa, visto il suo contratto ancora in essere con Repsol Honda. A Valencia invece il pluricampione MotoGP ha optato per lo stop, ringraziando anche i quattro capi dei team per i quali ha corso durante la sua lunga ed importante carriera. Tra commozione, sorpresa e grandi dimostrazioni di affetto, anche loro hanno salutato un campione che ha dato molto a questo sport. Riportiamo i commenti.

Il primo di questi è Giampiero Sacchi, boss di Aprilia e Derbi. Si deve a lui l’arrivo di Jorge Lorenzo nel paddock del Motomondiale ad appena 15 anni. “Ho pianto quando mi ha citato” ha ammesso l’italiano, come riportato da Marca. Ricorda poi come tutto è iniziato: “Io ho rischiato molto puntando su di lui. Ho una foto di quando abbiamo firmato il contratto, ma la primavera successiva, quando si è messo la tuta, era cresciuto di 13 centimetri. Tutti dicevano che ero pazzo. La sua prima vittoria a Rio è stata indimenticabile: da lì è nato ‘Por fuera’. Sono grato alla vita perché ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo e di lavorare con lui.”

Non ha negato di non approvare per nulla la sua decisione di fermarsi. “Chi gli è più vicino avrebbe potuto aiutarlo di più. Jorge ha vissuto una carriera lunga e di successo, ma è ancora giovane. Dispiace. Rispetto però la sua scelta: se lui è felice, lo sono anche io.” Dopo Sacchi c’è Gigi Dall’Igna, che anni dopo l’avrebbe voluto con sé anche in Ducati. L’ha conosciuto però ben prima nell’allora 125cc. “Era pilota Derbi quando sono entrato a far parte della squadra nel 2004. Stava ancora crescendo, ma si vedeva il suo potenziale: già allora mi sono innamorato del suo stile di guida. Ci siamo ritrovati poi in Ducati: abbiamo vissuto momenti difficili, ma anche vinto qualche gara. Per me è un ragazzo ben migliore di quello che traspare dalla sua immagine pubblica, cosa che mi dispiace.”

Tocca poi a Lin Jarvis, che ha assistito in prima persona alla consacrazione di Lorenzo in MotoGP. “Abbiamo lavorato insieme per ben nove anni, qualcosa di abbastanza straordinario e insolito. Si è messo in evidenza fin da subito, vincendo poi tre mondiali, gli ultimi di Yamaha. Ha avuto una carriera fantastica. Nella sua ultima conferenza stampa ho visto tanta gente, dai piloti ai team manager… C’era molto rispetto nei suoi confronti. Oltre a lui come pilota, ricordo con molto affetto anche i tanti momenti insieme.” Anche per questo legame particolare si rincorrono le voci sul possibile futuro di Jorge Lorenzo come collaudatore Yamaha.

L’ultimo della lista è Alberto Puig, Team Manager in Repsol Honda. Quella che si è rivelata la sfida finale per il maiorchino, interrotta a metà strada nonostante la firma di un contratto biennale. “I risultati non sono arrivati” ha ammesso Puig. “Jorge però non ha deluso, anzi è stato una lieta sorpresa. Non l’ho scoperto come pilota, ma di sicuro come persona: non è quello che appare. Ha un cuore grande, è un vero gentiluomo anche quando si tratta di dire addio. Mentirei se dicessi che non sono dispiaciuto per il suo ritiro.”

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