Pol Espargaro pilota MotoGP

Pol Espargarò: “Zarco non era il pilota che KTM cercava”

Pol Espargarò ripercorre il capitolo Johann Zarco nella stagione MotoGP 2019. "Veniva da una moto diversa, non è il pilota che KTM cercava".

11 maggio 2020 - 17:21

Si fa un gran parlare su Pol Espargarò in questa vigilia di stagione MotoGP. Il minore dei fratelli Espargarò è intenzionato a proseguire l’avventura con KTM, ma le sirene Honda sono difficili da archiviare. In un’intervista video per RFME racconta il suo allenamento in questo periodo di quarantena ad Andorra, dove vive anche suo fratello. “Più che andare in bicicletta come Aleix, mi piace correre in montagna e il piano è molto simile a quello della preseason in inverno“.

POL NOVELLO GENITORE

Due mesi fa è diventato papà, un’esperienza emozionante, intensa come una vittoria seppure differente. “È una sensazione molto diversa, essendo un atleta d’élite la mia vita è ruotata attorno a questo e ottenere un titolo mondiale è la cosa migliore che può accaderti. Ma quando nasce quella piccola creatura che esce dalla pancia di tua moglie, è una sensazione molto bella“. Una nuova parentesi che non influirà sulla sua carriera di pilota. “Nel mio caso non penso che mi influenzerà molto, continuo ad allenarmi e in materia di rischi sono uno di quelli che ne prendo di più insieme ad altri 4-5  piloti. E non penso che cambierà, perché devo ancora realizzarmi in MotoGP“.

IL CAPITOLO ZARCO

Nella stagione 2019 KTM gli ha affiancato Johann Zarco pensando di poter compiere un ulteriore step in termini di risultati. “KTM credeva in me, ma non sapevano cosa fosse accaduto prendendo un pilota leader. Ci siamo resi conto che i risultati non erano male, ma non al livello che molti credevano. L’arrivo di Dani (Pedrosa, ndr) ha messo in luce i punti deboli della moto. Abbiamo visto i progressi e la moto ora non ha più quei problemi“. L’arrivo del francese rischiava di mettere in ombra il ruolo di Pol Espargarò, ma alla fine ha dimostrato chi fosse il pilota di punta all’interno del box. “Arrivava da una moto molto diversa, con una guida agile. La KTM è più radicale, aggressiva e non si è adattato. E non hanno trovato il pilota che cercavano“.

LA STAGIONE 2020

C’è voglia di ricominciare e testare il nuovo telaio in gara. Segue la stessa filosofia tubolare e il materiale in acciaio, ma cambia la filosofia, con medesima rigidità ma più leggero. Notevoli i vantaggi in percorrenza di curva, che potranno migliorare affinando l’elettronica della RC16. Restano da risolvere i punti deboli: “Quando non abbiamo grip è molto difficile per noi andare veloci, abbiamo molti problemi con temperature e umidità elevate“. Nella prossima stagione MotoGP i fratelli Marquez condivideranno lo stesso box. Una situazione che spera di non dover mai affrontare con suo fratello Aleix. “E’ l’ultima cosa che vorrei fare. Cerchiamo di avere molto rispetto in pista ma difendiamo i nostri colori, fabbriche e sponsor e se dobbiamo combattere in pista combattiamo. Ovviamente cerchiamo di avere più rispetto tra noi che con altri piloti“.

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