Valentino Rossi al Mugello

Mugello disfatta Yamaha. Valentino Rossi: “Siamo preoccupati”

Valentino Rossi analizza i problemi della Yamaha M1, la mancanza di aggiornamenti, l'attesa estenuante del protitipo 2020: "Non possiamo fare grandi cose".

2 giugno 2019 - 21:39

Il 18° posto in griglia di partenza e la caduta dopo pochi giri pesano come un macigno su Valentino Rossi. Il Mugello rappresenta un po’ la disfatta ufficiale della Yamaha M1, una moto incapace di evolversi negli ultimi anni, sia dal punto di vista della ciclistica che dell’aerodinamica. Qualcosa avanza in termini di elettronica, con l’innesto di Michele Gadda nel box, ma non basta. Su un tracciato tradizionalmente favorevole alla moto di Iwata, il sesto posto di Vinales è il miglior risultato finale, grazie anche a qualche caduta davanti.

VALENTINO TRA AGGIORNAMENTI E MOTO 2020

Restano irrisolti i soliti problemi atavici in frenata, in percorrenza di curva, in accelerazione. Gli avversari continuano a fare passi avanti, Yamaha resta incatenata e incantata al prototipo sfornato dai test invernali. Magari in attesa che ad agosto arrivi qualche interessante novità per il 2020. Perché il motore resta congelato per l’intero campionato, poco o nulla può essere fatto per aumentare la velocità di punta e tutti i corollari connessi al quattro cilindri in linea. “Non devi concentrarti sulla moto del 2020, per averla a Brno, ma devi concentrarti su Barcellona. Ma è vero che quest’anno non penso che possiamo fare grandi cose perché il motore è congelato“, ha sentenziato un rassegnato Valentino Rossi. D’altronde i dubbi sul propulsore della M1 2019 erano stati sollevati dal pesarese sin dal primo test di Valencia lo scorso novembre. Non c’erano valide alternative e quanto confermato nel successivo test di Jerez doveva essere avviato alla produzione per avere tutto a disposizione per l’inizio di stagione.

GLI ERRORI PRE-QUALIFICHE

Come spiegare allora i podi di Austin e Rio Hondo? “Negli ultimi anni, penso che gli altri abbiano a disposizione più cose di noi e all’inizio dell’anno soffrono di più, ecco perché siamo partiti bene. Poi, quando calibrano tutto bene, ci recuperano“. La classe regina ha raggiunto un livello talmente alto di competizione che un minimo errore può catapultarti fuori dalla Q2. Nelle FP3 del Mugello Valentino Rossi ha commesso uno sbaglio che gli è costato molto caro negandogli l’accesso diretto alla seconda manche delle qualifiche. “L’errore di sabato mattina mi ha svoltato il week-end, altrimenti sarei potuto partire più avanti e fare una gara più decente“. Quando si parte dalle retrovie bisogna fare i conti con la bagarre nella mischia e con le difficoltà della M1 ad effettuare sorpassi. Pur partendo dalle prime file il ritmo gara del Dottore non sarebbe stato all’altezza dei primi quattro. “Al massimo avrei concluso quinto, sesto o settimo. Ma abbiamo obiettivi più alti. Ecco perché siamo preoccupati“.

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