MotoGP, Lin Jarvis

MotoGP, Yamaha sotto assedio Covid. Valentino Rossi secondo allarme

Il team Yamaha MotoGP sotto assedio Coronavirus. Dopo il caso dei sei ingegneri adesso tocca a Valentino Rossi. Lin Jarvis: "Staremo più attenti".

16 ottobre 2020 - 9:16

Il week-end di MotoGP al MotorLand si apre con la prima grande sorpresa: Valentino Rossi resta a casa dopo il tampone positivo. Seguirà in TV il Gran Premio di Aragon dalla sua villa a Tavullia, monitorato da personale medico. Dopo le tre cadute consecutive per il 41enne della Yamaha sono previsti due turni di stop che mettono definitivamente fine alle speranze iridate.

Il lato positivo della vicenda è che nessun pilota della VR46 Academy è rimasto contagiato, né membri del suo staff.  Yamaha ha anche rilasciato un comunicato ufficiale in cui sono state elencate nel dettaglio le mosse del nove volte campione del mondo dei giorni scorsi. “Durante il soggiorno di Rossi a casa sua da domenica sera (11 ottobre) ad oggi (15 ottobre), NON è stato in contatto con nessuna persona attualmente presente al GP di Aragon, inclusi i piloti della VR46 Academy, lo staff VR46, membri del team Monster Energy Yamaha MotoGP“.

Box Yamaha sotto assedio Covid

Solo una settimana fa il team di Iwata ha dovuto lasciare in isolamento sei membri del team in Andorra, dopo che un tecnico era risultato positivo (incluso il project manager Takahiro Sumi). Adesso si aggiunge questa nuova brutta tegola. “Questa è una brutta notizia per Valentino e una brutta notizia per il team Monster Energy Yamaha MotoGP e per i fan della MotoGP in tutto il mondo“, ha commentato Lin Jarvis. “Innanzitutto speriamo che Valentino Rossi non soffra troppo nei prossimi giorni e che si riprenda al più presto“.

Giovedì 15 ottobre il pesarese si è svegliato e si è sentito un po’ dolorante. Aveva una leggera febbre e ha chiamato immediatamente un medico che ha condotto due test, il primo rapido e il secondo standard, quest’ultimo risultato positivo. “È una seconda battuta d’arresto per il nostro progetto MotoGP dopo che il project manager Sumi-san e cinque ingegneri YMC erano assenti da Le Mans, anche se il membro del team era fortunatamente asintomatico“, ha aggiunto Lin Jarvis. “Questi due incidenti ci ricordano che il rischio c’è sempre. Non importa quanto siamo attenti, assistiamo all’aumento del numero di infezioni in Europa“.

Il protocollo Dorna continua a reggere e il campionato MotoGP è salvo. Ma questa seconda ondata di Coronavirus rischia di creare non pochi problemi al finale di stagione. “Abbiamo chiarito con le autorità sanitarie italiane e ci è stato comunicato che i membri del team che erano in contatto con Valentino Rossi fino a lunedì sono esclusi da un rischio diretto. Tuttavia, d’ora in poi saremo ancora più attenti a ridurre al minimo la probabilità di problemi futuri“.

Foto: Getty Images

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