MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Yamaha rassicura Fabio Quartararo: nuovo mix motore-elettronica-aero

Tecnici Yamaha al lavoro sul motore della YZR-M1, nel test MotoGP di Sepang Fabio Quartararo proverà l'evoluzione della moto 2022. Basterà per convincerlo?

30 novembre 2021 - 9:24

Yamaha può sorridere dopo la stagione MotoGP 2021. Fabio Quartararo ha riportato il titolo piloti nella bacheca di Iwata dopo un vuoto di sei anni, l’ultimo risaliva al 2015 ad opera di Jorge Lorenzo. La conquista della Triple Crown non è stata possibile, Ducati e Pecco Bagnaia sono cresciuti esponenzialmente nella seconda parte del Mondiale. I suoi risultati hanno regalato i titoli costruttori e per team alla Casa di Borgo Panigale. E’ un primo campanello d’allarme in vista del 2022.

La sfida con Ducati

In conferenza stampa a Valencia Lin Jarvis ha esaltato il bicchiere mezzo pieno, lanciando una frecciata agli avversari italiani. “Siamo tutti qui per provare a vincere il titolo piloti, che è quello che conta davvero, quello che ricorderemo negli anni a venire… Penso che Fabio abbia avuto una stagione quasi perfetta. Ha fatto un po’ come Joan Mir, ha vinto il titolo e poi sfortunatamente è caduto nella gara successiva (a Portimao, ndr). Questo ha permesso a Ducati di conquistare il meritato titolo costruttori“.

Dopo il caso delle valvole del motore nel 2020, Yamaha ha saputo rialzare la testa. Basta davvero poco per fare la differenza e un nulla per ritrovarsi indietro. In una MotoGP sempre più competitiva e che corre sul filo dei decimi di secondo, occorre un equilibrio perfetto per vincere. “Abbiamo risolto molti dei problemi che avevamo con la moto dall’anno scorso“. Anche se gran parte del merito va riconosciuto a Quartararo, capace di portare al limite la M1 come nessuno ha saputo fare in questa stagione. E adesso bisogna guardare anche al bicchiere mezzo vuoto.

Yamaha al lavoro sul motore

Il neo campione MotoGP chiede una moto più veloce sul rettilineo, più potenza per il quattro cilindri in linea. La Casa di Iwata rischia di perdere il suo pezzo da novanta dal momento che il suo contratto scade a fine 2022. Lin Jarvis ha urgenza di arrivare quanto prima al rinnovo, Eric Mahè e il suo assistito tirano sul prezzo e sulle richieste. Preoccupa il livello di competitività raggiunto da Ducati, capace di dominare a Valencia con tre suoi piloti sul podio. “Spero che la Ducati sgonfierà il motore per il prossimo anno, il che andrebbe a nostro vantaggio, ma probabilmente non accadrà (sorride, ndr)”.

Sarà difficile colmare quel gap di 10 km/h in termini di top speed, anche perché l’azienda emiliana non resterà ferma a guardare. “Il punto fondamentale è cercare di conservare tutti i punti positivi della moto, per cercare di non rovinare il pacchetto – ha aggiunto il manager britannico della Yamaha -. A volte puoi fare un grande passo avanti e distruggere l’equilibrio della moto. Ma chiaramente dobbiamo lavorare sulla potenza, sulla velocità massima, che secondo me può essere una combinazione di motore, elettronica e aerodinamica. Quindi sarà lì che cercheremo di concentrarci“. Il primo vero banco di prova sarà il prossimo test in Malesia in programma agli inizi di febbraio.

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Foto: Getty Images

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