MotoGP 2020

MotoGP, Webb e Spencer difendono il lavoro della Direzione Gara

FIM MotoGP Stewards Panel bersagliato da critiche dopo alcune decisioni dubbie o tardive. Mike Webb e Freddie Spencer illustrano il loro difficile lavoro.

30 ottobre 2020 - 8:20

Mai come in questa stagione del Motomondiale il FIM MotoGP Stewards Panel è finito nell’occhio del ciclone. La zona verde della pista, che ha sostituito le zone di manto erboso, è diventata motivo di discussione e penalizzazione per i piloti. A sua volta la Race Direction ha accumulato un carico di lavoro extra che comincia già dalle libere del venerdì. Negli ultimi anni le penalità si sono inasprite, fino ad arrivare all’annullamento di un giro nelle prove. In gara servono cinque ammonizioni prima di ricevere la sanzione, ma i piloti non possono transitare sul “green nell’ultimo giro, salvo forza maggiore.

Tecnologia e sensori per gli Stewards

L’applicazione del regolamento richiede freddezza e celerità e spesso le sentenze sono oggetto di critiche e accuse di imparzialità. Il lavoro del Panel riceve supporto da sistemi tecnologici sempre più all’avanguardia, come sensori e dispositivi elettronici. “All’inizio non avevamo un buon sistema televisivo“, racconta Mike Webb, direttore di gara MotoGP, a DAZN. “Non avevamo immagini, c’erano alcuni punti ciechi dove non si poteva vedere cosa stava succedendo. Invece ora abbiamo accesso a tutte le immagini. Tutti possono seguire tutto ciò che accade e c’è una tendenza generale ad applicare il regolamento ogni volta più rigorosamente“.

Non sempre le decisioni della Direzione Gara sono facili e condivise, né risulta semplice controllare ogni singolo pilota. In tal senso intervengono automaticamente i sensori per segnalare il passaggio sulla zona verde. “Se il pilota lascia una zona di rilevamento della pista, il transponder lo misura, invia al SRU [centralina che mette in comunicazione la moto con Direzione Gara] il segnale di ‘out’ e la penalità viene generata automaticamente e noi non dobbiamo intervenire“.

La ‘difesa’ di Spencer

Nel processo decisionale entra sempre in gioco l’aspetto umano, ma deve essere oggettivo. A Bill Cumbow, Freddie Spencer e Ralph Bohnhorst il compito di monitorare determinate azioni e compiere alcune scelte, che spesso non sono ben accette dalla maggioranza del paddock. “Devi essere obiettivo e decidere chi può essere colpevole, giudicare il comportamento e come influisce sul resto dei piloti“. Nel mirino delle polemiche molto spesso finisce Freddie Spencer, capo dello Stewards Panel FIM MotoGP, che si assume la responsabilità delle decisioni. “È una vera responsabilità… E non c’è dubbio che questo compito porti con sé una grande quantità di stress“.

Ogni volta si cerca di mettere insieme tutte le informazioni in merito all’episodio e analizzarlo da tutti i punti di vista. “Questo lavoro richiede non solo esperienza, ma la capacità di analizzare e comprendere quali fattori portano alla creazione di una determinata situazione e come finisce per svilupparsi. E poiché devi prendere decisioni entro un tempo limitato – ha aggiunto Freddie Spencer -, non è una decisione emotiva, questa è la chiave. Osserviamo la situazione con lucidità di pensiero, come quando ero in gara. Ed è qui che l’esperienza di gareggiare sotto pressione è di grande aiuto“.

1 commento

fabu
8:33, 30 ottobre 2020

Oste, il vino è buono? Personaggi inadeguati, che interpretano il regolamento invece di applicarlo. Come temevo, il povero Spencer si è dovuto adattare all’ambiente.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP, Andrea Dovizioso: “C’è chi va in pensione e chi è troppo vecchio”

MotoGP, la storia: Jarama, sede del GP di Spagna e non solo

Tatsuki Suzuki Moto3

ESCLUSIVA Tatsuki Suzuki: “Superpole in Moto3? Solo se…” (Parte 1)