MotoGP, Maverick Vinales

MotoGP, Viñales: “Calendario ridotto? Non resta che adattarci”

Maverick Viñales parla dell'infortunio rimediato in allenamento e della stagione MotoGP compromessa dal coronavirus: "Non resta che adeguarci".

14 marzo 2020 - 17:50

Maverick Viñales ha riportato un lieve infortunio mentre si allenava in moto da cross. Il pilota Yamaha necessita di qualche giorno di riposo prima di poter tornare ad allenarsi, ma adesso la pandemia di coronavirus sembra costringere tutti i piloti a limitare gli spostamenti. La prossima data di inizio stagione MotoGP 2020 è il 3 maggio a Jerez, ma è presumibile che verrà cancellata nelle prossime settimane. In Spagna si contano 791 casi di coronavirus e 51 morti nelle ultime 24 ore, per un totale di 5.315 persone infette e 191 morti.

L’INFORTUNIO IN MOTO

Il pilota di Figueres ne approfitterà per qualche giorno di riposo dopo un lungo inverno di allenamenti intensi. Due giorni fa ha riportato una caduta sul circuito Berguedà-Olvan, costringendolo a trascorrere una notte in ospedale sotto osservazione. Fortunatamente non ha riportato nessuna frattura. Nelle due sessioni di test MotoGP a Sepang e Losail ha dimostrato di essere tra i più veloci sul passo gara. Peccato aver saltato il GP del Qatar, dove negli ultimi mesi si è esercitato con una moto stradale. Si ripartirà ad armi pari quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata. “È chiaro che avrò bisogno di qualche giorno di riposo. Ma abbiamo creato una buona base. Arriverò alla prima gara preparato – ha detto a Catalunya Ràdio -. L’idea è quella di cercare di mantenere l’intensità nelle sessioni di allenamento“.

L’ALLERTA CORONAVIRUS

Dalla prossima settimana Maverick Viñales proseguirà la preparazione invernale. “Cercherò di continuare con la solita routine di allenamento, ma tutti dobbiamo collaborare perché la salute è prioritaria. Dovremo rimanere a casa più di quanto vorremmo“. La Dorna ha già annullato la prima gara MotoGP e rinviato le successive tre. Ma non c’erano altre soluzioni: “Le misure prese dall’organizzazione sono state adeguate e bisognerà ridurre il calendario se sarà necessario. Non c’è altra scelta che adattarsi a ciò che sta accadendo. Speriamo che il Mondiale inizi a Jerez: significherebbe che la situazione coronavirus è migliorata“.

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