MotoHP, Valentino Rossi GP Valencia 2020

MotoGP, Valentino Rossi: “Non so se Yamaha mi ascolta”

Valentino Rossi 16° dopo le qualifiche MotoGP a Valencia. Il Dottore chiede interventi rapidi alla Yamaha: "Devono cambiare metodo di lavoro".

14 novembre 2020 - 21:38

Il sabato di qualifiche MotoGP a Valencia si chiude con un opaco 16° posto per Valentino Rossi. I problemi per la sua Yamaha M1 non cambiano, solito handicap di mancanza di grip al posteriore. Impossibile essere veloci in entrata e uscita di curva persino con la gomma soft. Non ha nessuna aspettativa per la gara di domani, il miglior augurio è che da Iwata esaudiscano le sue richieste durante l’inverno.

Stavolta non è il solo pilota del marchio a lamentare interventi, gli fanno eco anche Quartararo e Vinales. L’unica nota fuori dal coro è Franco Morbidelli, autore della pole position. Un’anomalia che per molti versi ricorda Johann Zarco ai tempi di Yamaha Tech3. “Non è la prima volta che un pilota che guida una vecchia moto è più veloce di chi va con una M1 ufficiale. Secondo me – sottolinea Valentino Rossi in conferenza stampa dal suo motorhome – serve un lavoro serio per migliorare“. Si riaffacciano i soliti problemi della scorsa stagione MotoGP: mancanza di grip al posteriore e di velocità massima. “Non dico che sia peggio della moto 2019, ma è tutto molto simile“.

Il Dottore chiama Iwata

Sono anni che il 41enne di Tavullia rilascia feedback che cadono nel vuoto. Nonostante il cambio dei vertici di Iwata la YZR-M1 sembra incapace di progredire. “Non so se mi ascoltano, quindi non sono preoccupato di andare al team satellite, non credo che cambierà molto (ride). Sarò chiaro: mi piace lavorare con Yamaha, ho molta esperienza e penso di essere un pilota molto sensibile, quindi cerco di fornire le informazioni il più accurate possibile. Ma non siamo riusciti a migliorare molto“.

Il motore congelato non può essere un alibi, ci sono altri settori in cui poter migliorare. Valentino Rossi smuove gli alti piani aziendali che risiedono nel Sol Levante, invitandoli ad un modus laborandi differente. “Negli ultimi anni le cose sono cambiate, prima veniva tutto dal Giappone. Ma ora gli altri produttori si sono strutturati diversamente, hanno più team di ingegneri che lavorano. Yamaha deve adattarsi a questo nuovo metodo“.

Foto: Getty Images

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