Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi mai così male dai tempi in Ducati

Valentino Rossi fuori dalla top-6 nelle ultime tre gare, un record negativo che non si registrava dai tempi in Ducati. Phillip Island ultima spiaggia?

20 ottobre 2019 - 19:51

L’esito di Motegi è l’ennesima conferma che Valentino Rossi necessita di una svolta, personale e tecnica. Dei quattro piloti Yamaha è quello che soffre di più, in accelerazione e in termini di trazione. Con un passo gara non molto distante dai migliori, il vero problema resta la prestazione assoluta, sul giro secco. Un vecchio problema riscontrato nella prima parte del Mondiale, scomparso in qualche week-end dopo la pausa estiva, ma mai definitivamente risolto. In estate Lin Jarvis aveva chiesto chiaramente al Dottore e ai suoi uomini di risolvere internamente la faccenda, perché i dati di Fabio Quartararo impongono di fare meglio.

Del resto Valentino Rossi non è pilota da battaglia nelle retrovie. Un campione abituato agli “spazi larghi” del fronte, mal si adatta alla “giungla” delle retrovie. Aggiungiamo che la Yamaha M1 ha per natura un handicap di top speed che rende più difficili i sorpassi… e il malessere è ben diagnosticato. Una sbavatura nelle fasi iniziali l’ha sprofondato in 14esima posizione, un altro errore l’ha messo al suolo nel finale. “Non ho ancora visto i dati, ma penso di aver fatto un errore in curva 1 ed è per questo che sono caduto, si è chiuso l’anteriore. Ma senza quella caduta la gara sarebbe stata complicata allo stesso modo“.

IL DOTTORE VERSO PHILLIP ISLAND

Se in passato poteva far valere tutto la sua esperienza in partenza, adesso la tecnologia “livellatrice” gioca a suo sfavore. Oggi “tutti escono molto forti grazie al launch-control. Prima si poteva fare più differenza, se andavi bene potevi avanzare di un’intera fila. Oggi quasi tutti sono pronti dal primo giro per arrivare in testa“. Fabio Quartararo ha compiuto il sorpasso in classifica salendo  a +18 punti. Valentino Rossi non si piazza tra i primi sei in classifica per tre volte di fila, un piccolo record negativo che non si verificava dai tempi della Ducati nel 2012. E sul conto 2019 ci sono anche quattro incidenti, compreso quello involontario in Catalunya.

L’unica buona notizia è che tra pochi giorni si correrà a Phillip Island, un circuito da sempre favorevole al Dottore. Forse l’ultima spiaggia stagionale per dare un senso al suo futuro in MotoGP. “La pista è una delle migliori per me. Ma dovremo guardare i dati e vedere se riusciremo ad essere più veloci lì“.

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