MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi: “L’amarezza più grande resta il 2015”

Valentino Rossi ha salutato il paddock della MotoGP a Valencia, là dove ha perso il Mondiale nel 2015. Roberto Brivio: "E' il Maradona delle moto".

16 novembre 2021 - 8:33

I fan della MotoGP e di Valentino Rossi ripensano ancora alle immagini di domenica a Valencia. La marea gialla sugli spalti, dove a tratti sembrava di essere al Mugello o a Misano, la festa nel paddock con amici e addetti ai lavori. Tutto è destinato ad essere uno splendido ricordo, anche se la carriera del Dottore proseguirà in forme diverse. “La prima cosa di cui mi pento è che sia finita. Sarà più difficile a marzo, quando non ci sarò. Volevo il decimo titolo, ma ne ho vinti nove“.

Sono due i rimpianti della sua carriera. “Rifarei il weekend di Valencia 2006. Mi sarei preparato meglio, mi sarei concentrato di più e non sarei caduto. Nel 2015 ho fatto quello che potevo. Non è stata colpa mia. È la mia amarezza più grande. Il 2015 sarebbe stato fantastico, il decimo, mi avrebbe allungato la vita da campione. Mi ha fatto molto male“. Impossibile ritornare indietro, adesso bisogna guardare al futuro. “Da una parte sono felice perché avrò più tempo libero. Continuerò anche a fare il pilota, a correre in macchina. Spero che mi piaccia, che mi diverta tanto quanto con le moto“.

Le parole di Roberto Brivio

Tanti gli amici che lo hanno accolto al rientro ai box. Una festa che mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Momenti di gioia a cui solitamente si assiste per la vittoria di un Mondiale. Anche dagli altri team sono arrivati nel suo angolo di box a rendergli omaggio. Tra questi l’amico di una vita Roberto Brivio: “A livello sportivo mi ha dato delle soddisfazioni enormi, ma anche a livello umano mi è servito tantissimo. Nei momenti di difficoltà ha sempre trovato qualcosa per uscirne, ho preso molto da lui“.

Il 10° posto nella sua ultima gara in MotoGP evidenzia la dedizione di Valentino Rossi verso questo sport. “La gara di Valencia è la dimostrazione che non ha mollato fino all’ultimo, dopo il warm-up era ancora a lavorare con gli ingegneri, a guardare i dati. Ha fatto un passo strepitoso e un decimo posto bellissimo“, ha aggiunto il tecnico della Suzuki. “Dobbiamo solo ringraziarlo perché ci ha dato delle soddisfazioni… Possiamo paragonarlo al Maradona delle moto“.

I commenti di Borsoi e Bagnaia

Il team manager del team Avintia, Gino Borsoi, ricorda un episodio risalente a qualche anno fa, a Sepang. “Ci trovammo nell’hotel e gli chiesi come era possibile che dopo tanti anni nel Mondiale fosse ancora ancora in grado di vincere. Con tutto quello che aveva vinto non capivo perché continuasse a lottare… Lui mi rispose: “Io mi diverto sempre come il primo giorno”. E capii che c’è qualcosa di veramente incredibile dentro Valentino“.

In una giornata davvero speciale ci ha pensato Pecco Bagnaia ad onorarlo con una vittoria. In testa il casco “Che spettacolo”, grafica utilizzata da Valentino Rossi nel 2004. “Alla curva 1 ci siamo fermati, è stato un momento bellissimo, erano tutti lì con le moto che fumavano… Tutti noi vogliamo un bene della Madonna a Valentino, è incredibile quello che riesce a darci. Aiutarlo nelle qualifiche era il minimo che potessi fare. Nell’abbraccio ho voluto trasmettergli tutta la gratitudine per ciò che ha fatto. Senza di lui io non sarei stato così“. Graditissima l’idea degli allievi dell’Academy di indossare dei caschi già resi celebri da Valentino Rossi durante la  carriera.

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