MotoGP, Valentino Rossi: il problema della Yamaha sono io?

Valentino Rossi per la terza volta consecutiva chiude a 0 punti. Ad Assen tre Yamaha nella top-5 finale, con Quartararo che diventa un 'caso politico'.

1 luglio 2019 - 22:08

Franco Morbidelli in difficoltà come Valentino Rossi sul circuito di Assen in sella alla M1. Il team Yamaha era diviso in due fronti al termine del sabato. Vinales e Quartararo in prima fila, i due amici dell’Academy faticavano ad essere veloci sul giro secco: 9° l’italobrasiliano, 14° il tavulliano. Doveva essere il week-end ideale per i piloti con motore 4 cilindri in linea, invece per il Dottore si è rivelato un altro week-end da dimenticare, al pari del Mugello e di Barcellona.

ROSSI E MORBIDELLI PROBLEMI IDENTICI

Al termine del round olandese il Morbido ha chiuso in quinta posizione, beffando Petrucci all’ultimo giro, ma il distacco da Vinales era di 14″. Sconosciuto il passo gara di Valentino Rossi, anche se nei primi giri girava quasi con il passo dei migliori. “Abbiamo uno stile di guida simile – ha detto l’ex campione di Moto2 -. Quando sente dei problemi, li sento anche io, ma spero che saremo entrambi veloci nelle prossime gare“. Nelle precedenti gare risultava veloce nelle qualifiche per poi perdere posizioni in gara, stavolta è avvenuto il contrario, riuscendo a riconfermare il suo miglior risultato stagionale. “All’inizio non sentivo di avere la velocità di cui avevo bisogno per stare davanti. Alla fine della gara mi sentivo più a mio agio e avevo un passo più veloce dei miei diretti avversari“.

VALENTINO CONTRO LE NUOVE GENERAZIONI

Franco Morbidelli è riuscito a portare a termine il GP di Assen con un risultato soddisfacente. Valentino Rossi, invece, dopo una manciata di giri è finito fuori trascinandosi anche Nakagami. Tre Yamaha nelle prime cinque posizioni finali, il veterano ha osservato lo show di Iwata dai box. Nonostante tre zero consecutivi il Dottore resta il miglior pilota Yamaha in classifica, ma Quartararo (-5)  si avvicina come una valanga, per di più con una M1 ‘spec-B’. Forse è il nuovo che avanza, un pilota di ‘ultima generazione’ che segnerà il futuro della MotoGP?

A questo punto sono in tanti a chiedersi se il problema non sia Valentino piuttosto che la moto. “E’ possibile, forse si forse no“, commenta il pesarese. “Dobbiamo trovare qualcosa che funzioni per me, non è che tra maggio e giugno siamo cambiati così tanto. Stiamo riscontrando difficoltà, tecnicamente non possiamo migliorare. Ho delle difficoltà in questa configurazione, non sono molto veloce. Peccato per la gara, ma c’è speranza“. O forse le ultime speranze vengono riposte nel prototipo 2020 che dovrebbe esordire a Brno ad agosto. Il condizionale è sempre un obbligo in casa Yamaha.

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