MotoGP, Lin Jarvis

MotoGP, Valentino Rossi: i retroscena del contratto con Yamaha e Petronas

Valentino Rossi, Yamaha e Petronas SRT hanno trovato l'accordo per la stagione MotoGP 2021. Dopo sei mesi di trattative Lin Jarvis fa un po' di chiarezza.

27 settembre 2020 - 12:16

Lin Jarvis è sorridente dopo il rinnovo di Valentino Rossi per la prossima stagione MotoGP. Un accordo a tre, insieme a Petronas SRT, che ha richiesto mesi di trattative fra Giappone, Malesia e Tavullia. Con l’emergenza Coronavirus che ci ha messo lo zampino nel rallentate la riuscita dell’accordo. Prima delle qualifiche in Catalunya i diretti interessati si sono ritrovati nel motorhome Yamaha per apporre la firma e poi dare l’ufficialità. Una giornata storica per il veterano della classe regina, che punterà a conquistare il Mondiale con un team satellite come già avvenuto nel 2001.

La moto #46 nel 2021

Il Dottore ha chiarito subito una condizione imprescindibile per il rinnovo: riceverà lo stesso materiale del team ufficiale. Ha quindi un contratto diretto con la Yamaha Motor Company, riceverà pieno supporto dalla squadra factory. Si tratta di un semplice cambio di livrea. D’altronde i team satelliti stanno dimostrando di non avere nulla da invidiare alla “scuderia madre”. “Non credo che mancherà nulla dal punto di vista tecnico – spiega Lin Jarvis -, sono molto felice di aver chiuso questo accordo che ci ha richiesto circa sei mesi“.

Per quanto riguarda il materiale a disposizione nel 2021 il manager britannico residente in Piemonte mette subito in chiaro: “Rossi avrà la stessa moto dei piloti ufficiali a inizio stagione. Man mano che il campionato procede, a volte avrà gli stessi aggiornamenti di Maverick e Fabio, ma dipenderà dalla capacità di produrre le parti Yamaha. La fabbrica prima lo proverà e se funzionerà lo daremo a Valentino non appena le nostre capacità lo consentiranno“.

Contratto annuale ma…

Non è un nuovo contratto, ma un prolungamento di quello attuale. Sei mesi non per convincere Petronas SRT, ma per orchestrare al meglio ogni cavillo giuridico e tecnico: staff, supporto tecnico, diritti d’immagine. Valentino Rossi su qualcosa ha dovuto cedere, a cominciare dai suoi meccanici storici. In primis Alex Briggs che dovrà prendersi un anno sabbatico nella prossima stagione MotoGP, magari in attesa che la VR46 costituisca il nuovo team nella Top Class.

Contratto di un anno e non 1+1 come inizialmente si sussurrava. Due i motivi indicati da Jarvis: Yamaha ha un accordo con IRTA fino al 2021, come gli altri team. Motivo per cui non hanno potuto impegnarsi con Valentino Rossi per dargli una moto nel 2022, nonostante la casa di Iwata rinnoverà questo accordo nei prossimi mesi fino al 2026. Una spiegazione che però non regge visto che Vinales e Quartararo hanno firmato per due anni. In ogni caso i vertici Yamaha fanno sapere di continuare a sostenere il pesarese anche nel 2022 se lo richiederà. “La nostra intenzione è di discutere una potenziale proroga del contratto a metà del prossimo anno, quindi un anno non è necessariamente un anno. Nulla di negativo – conclude Lin Jarvis – è solo un tecnicismo“.

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