MotoGP, Valentino Rossi a Jerez

MotoGP, Valentino Rossi e le gomme Michelin mai calzate a pennello

Valentino Rossi non ha mai trovato il giusto feeling con le gomme dal 2016, anno d'ingresso in MotoGP della Michelin. A Jerez viene fuori il problema.

19 luglio 2020 - 8:06

Valentino Rossi non ha tutti i torti. Con le Bridgestone riusciva ad esprimersi al meglio e ha pagato a caro prezzo il passaggio alle Michelin. Basti pensare a quel 2015, ultima stagione in MotoGP del fornitore di pneumatici giapponese, quando il Dottore ha sfiorato il titolo mondiale. Era ad un passo dal decimo sigillo iridato, ma i fatti di Sepang e la sanzione nell’ultima gara a Valencia hanno infranto il sogno. Dal 2016 ad oggi il Dottore ha collezionato appena tre vittorie, l’ultima risale ad Assen 2017. L’arrivo di Michelin segna una linea di netta demarcazione per il pesarese in termini di prestazioni e risultati.

E’ pur vero che le regole cambiano per tutti e Valentino Rossi sembra l’unico a lamentare ancora seri problemi con questo fornitore. La sua altezza di 182 cm e il peso che si aggira intorno ai 60 kg non sono di aiuto. Nessun pilota Yamaha lamenta problemi di scivolamento al posteriore, anzi. Fabio Quartararo (177 cm di altezza) ha persino siglato il record del circuito di Jerez nelle qualifiche. I piloti di nuova generazione sembrano adattarsi meglio, non avendo mai testato una MotoGP ‘calzata’ Bridgestone. Ma c’è anche chi si è adattato senza eccessivi problemi, come Marc Marquez e Andrea Dovizioso, giusto per citare i più veloci.

Rossi-Michelin… questione di stile?

David Munoz, capotecnico di Valentino Rossi, ha prontamente respinto l’ipotesi che fosse lo stile di guida il vero problema. Gli ha fatto eco a distanza di poche ore il pilota di Tavullia. Ma alla fine deve riconoscere: “Piero Taramasso ha ragione su un punto: il problema è mio e non di Michelin. Sono d’accordo con lui sul fatto che siamo noi a dover trovare una soluzione“. Meno di 24 ore prima anche il team manager Yamaha, Maio Meregalli, che ha sempre preso le difese del pesarese, ha lasciato intendere che i suoi problemi di grip al posteriore possono risolversi solo cambiando qualcosa nello stile di guida. Certo, il set-up della M1 può dargli una mano. Ma dovrà metterci del suo. Ricorderemo, ad esempio, i tentativi nell’apportare modifiche alla frenata nella stagione MotoGP 2019.

In questo primo week-end nel box di Valentino Rossi hanno lavorato molto sul bilanciamento dei pesi. Ma le temperature estreme del pomeriggio hanno reso ogni sforzo vano. Al mattino, nella FP3, ha girato in 1’37″1, al pomeriggio in 1’37″7. Viceversa, Maverick Vinales è riuscito persino a migliorarsi dalla FP3 alla Q2. Lo staff del nove volte iridato ha confrontato i dati della telemetria. “Venerdì i miei problemi erano molto diversi dai suoi, ma oggi (sabato, ndr) erano simili. Sono forti ovunque, ma dove Maverick fa la differenza è la frenata, va meglio di me“. Qualcuno inizia già a speculare sulle difficoltà del Dottore, ipotizzando ostacoli nella trattativa con Petronas SRT. “No, le cose non cambieranno. Come ho già detto, siamo già d’accordo e dobbiamo solo correggere gli ultimi dettagli, ma non c’è fretta“.

1 commento

gasparetedesch_14508207
11:03, 20 luglio 2020

Per Valentino il consumo gomme non è tutta la verità tant’è che in qualifica è dietro, e li al massimo fai due giri lanciati, penso che lui debba decidere, se vuole continuare, a rischiare pur di andare più forte o chiuderla qua’ pensando al suo impegno sempre con le moto del suo team vr46. Poi sarebbe anche bello se nella sua vita si facesse una sua famiglia chissà, come è successo a lui, avere un figlio con la stessa voglia di continuare la dinastia.

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