Valentino Rossi al Ranch di Tavullia

MotoGP, Valentino Rossi: “Dovremo spingere dalla prima gara”

Valentino Rossi al lavoro per preparare la stagione MotoGP 2021. L'obiettivo è migliorarsi nelle qualifiche per dare l'assalto al podio.

22 dicembre 2020 - 8:23

La stagione MotoGP 2021 rappresenta una grande sfida per Valentino Rossi. Il passaggio in Yamaha Petronas non vuole e non deve essere una passeggiata. Né una sfilata per salutare i tifosi, visto che gli spalti molto probabilmente resteranno semi-vuoti anche quest’anno. Sarà il 16° anno con il marchio di Iwata, il primo con la squadra satellite. Obiettivo primario è raggiungere il podio numero 200 in classe regina. Aggiungendo i suoi successi in tutte e tre le categorie, il Dottore ha collezionato 235 piazzamenti in top 3 (21 podi in 250cc e 15 in 125cc). Ha accumulato un totale di 89 vittorie tra 500cc e MotoGP, un bottino prezioso che si completa con 61 secondi posti e 49 terzi posti. Numeri da capogiro, al momento inavvicinabili da chiunque. Il più vicino è Jorge Lorenzo a quota 114 podi, Marc Marquez è a 95.

Lavoro personale e step ingegneristico

Sembra ormai lontano dai numeri record, ma Valentino Rossi non getta la spugna. Dopo una breve vacanza a Madonna di Campiglio, è tornato al Ranch allestito a festa, per allenarsi con gli altri amici dell’Academy VR46. Lo aspetta una sfida impegnativa nel 2021. “Dobbiamo essere pronti fin dalla prima gara. Devo lavorare molto su me stesso. Dobbiamo migliorare alcune aree, ad esempio le qualifiche, che ora sono così importanti“. Migliorie sul piano personale, ma anche dal punto di vista tecnico. Perché la YZR-M1 factory ha evidenziato diverse lacune, oltre quella alle valvole del motore. Un errore imperdonabile per un marchio rinomato come Iwata. “Come sempre spingeremo anche sulla Yamaha e cercheremo di fare un buon lavoro in inverno per poter migliorare sotto certi aspetti“.

Nell’ultima stagione MotoGP sembrava fosse la moto migliore in griglia, con la doppia vittoria di Jerez e il podio monomarca di Jerez/2. Poi hanno dovuto ridurre la potenza del quattro cilindri in linea, il grip al posteriore è tornato mancare. Senza dimenticare che la velocità massima non è mai stata il punto forte della Yamaha M1. E se fino al 2019 la percorrenza di curva era il suo punto forte, adesso gli altri marchi si sono rimessi alla pari, Suzuki in testa. Per Valentino Rossi si aggiunga qualche errore di troppo e la positività al Covid-19. “Abbiamo davvero difficoltà con il grip sulla ruota posteriore. Questo è il punto più importante oltre a quello che dovresti fare per la massima velocità… A mio parere gli altri produttori sono migliorati. Per essere competitivi, dovremmo migliorare anche noi“.

1 commento

fzanellat_12215005
13:58, 22 dicembre 2020

Per tornare competitivo dovrebbe avere 10 anni in meno sulle spalle.Ogni anno sarà sempre più dura ma è fisiologico,nessuno rimane ragazzino in eterno.

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