Valentino Rossi in Bahrain

MotoGP, Valentino Rossi: “Doppio problema al motore Yamaha”

Valentino Rossi analizza il problema motori della Yamaha. Ma nella MotoGP di oggi non può essere un alibi: "Ci sono molti modi per migliorare".

7 gennaio 2021 - 17:26

Valentino Rossi, Alessio Salucci e Luca Marini hanno svolto i primi test privati al volante della Ferrari GT3 in Bahrain. Per il trio di Tavullia è stata una giornata ai box del team Kessel per definire l’ergonomia e velocizzare il cambio dei piloti durante la 12 Ore del Golfo. Nel pomeriggio quarto posto al termine delle prime prove libere. Venerdì si inizia a fare sul serio con tre sessione di prove libere e le qualifiche, sabato la gara divisa in due sessioni di sei ore ciascuna. Dalla prossima settimana si ritorna al Ranch per gli allenamenti in vista della prossima stagione MotoGP, con il test di Sepang in programma a febbraio. Sarà l’occasione giusta per inaugurare ufficialmente la nuova avventura con Petronas SRT.

Anno nuovo… vecchi problemi?

La prima uscita invernale in Malesia servirà per capire fino a che punto gli ingegneri di Iwata si sono spinti nell’evoluzione della Yamaha YZR-M1. Valentino Rossi comincerà con un prototipo simile a quello di Vinales e Quartararo. Occhi puntati sul motore, vero tallone d’Achille nell’ultima stagione MotoGP. “Ho sempre detto che il motore è un grosso problema per noi. Perché siamo sempre i più lenti sui rettilinei, ma allo stesso tempo abbiamo anche problemi di affidabilità e grandi difficoltà ad affrontare la stagione con cinque motori. Ci mancano le prestazioni e i chilometri allo stesso tempo“.

Fino al 2019 la Yamaha trovava nel carattere fluido del suo motore un punto di forza che consentiva un’ottima velocità in curva. Adesso gli avversari si sono messi alla pari o hanno persino sorpassato le M1 in questo settore. Il congelamento dei motori, voluto per contenere i costi in epoca Coronavirus, spinge a lavorare sulla ciclistica. “Ma in MotoGP non è una scusa. Ci sono molte cose che puoi fare per migliorare le prestazioni del motore, dall’elettronica allo scarico. Ci sono molte cose diverse che possono essere migliorate senza nemmeno toccare il motore. Se la Yamaha va nella giusta direzione, possiamo migliorare“.

La vittoria mondiale della Suzuki ha dimostrato che il quattro cilindri in linea non è un progetto perdente. Inoltre Yamaha ha quattro piloti all’altezza della zona podio. “Penso che la Yamaha abbia dei grandi piloti. Non voglio parlare di me, ma Quartararo, Vinales e Morbidelli sono davvero forti – ha concluso Valentino Rossi -. Sono lì con una moto competitiva e lottano per il titolo mondiale. Dal mio punto di vista, i piloti non sono il problema, anche la formazione Yamaha è molto forte per la prossima stagione“. Il vero problema non è a valle, ma a monte…?

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