Valentino Rossi ad Austin

MotoGP, Valentino Rossi: “Dieci anni fa era tutto più romantico”

Valentino Rossi conquista la 146esima prima fila ad Austin. Yamaha sembra fuoi dal tunnel della crisi, ma il Dottore rimpiange i bei tempi passati...

14 aprile 2019 - 10:01

Prima fila stagionale, la numero 146 in carriera per Valentino Rossi. Yamaha trova un pozzo di petrolio sul COTA e di buone sorprese, in attesa che la gara dia ulteriori conferme. C’è la chiara sensazione che finalmente il team di Iwata abbia trovato la via di uscita dal tunnel della crisi lungo un biennio, iniziato con tanti interrogativi sul telaio passando alle infondate accuse alle gomme, fino a scoprire le profonde lacune nella centralina elettronica e nel motore. Dopo il podio di Rio Hondo il Dottore è pronto a dare l’assalto al podio di Austin, consapevole che per la vittoria servirà lavorare ancora a lungo.

I dubbi di Valentino Rossi sulle gomme da gara

La prima fila non è sinonimo di podio. Il campione di Tavullia non ha lavorato sul passo gara, il feeling con le gomme soft è ottimale, ma in gara la scelta sarà differente e non sono da escludere problemi di grip con le medie. Il warm-up può essere utile in termini di setting, ma con temperature nettamente più basse sarà difficile pianificare una strategia pneumatici. “Giornata strana, abbiamo saltato la FP4, il tempo era brutto poi è uscito il sole. E’ stato importante – ha spiegato Valentino Rossi -, nella FP4 abbiamo girato in condizioni miste, dove solitamente siamo in difficoltà, ma siamo andati veloci. Non abbiamo mai lavorato sul passo gara, con le gomme morbide vado forte, ma bisognerà vedere che gomme usare per la gara. Marquez è il più forte, ma anche Vinales va forte, poi siamo in tre o quattro. Ma abbiamo migliorato, cercheremo di stare più vicino possibile a Marc“.

I tempi cambiano

La Yamaha M1 si comporta bene sulle irregolarità dell’asfalto, uno dei punti forti ad Austin è la stabilità, ma sul rettilineo viene a galla la mancanza di velocità di punta. Non resta che fare dei curvoni il proprio cavallo di battaglia. “Già in Argentina è andata bene, oggi anche meglio. Abbiamo lavorato bene sulla moto e sulle gomme“. Qualche anno fa Valentino Rossi considerava Jerez il primo vero Gran premio stagionale, quest’anno si è dovuto ricredere. “Mi sbagliavo quando dissi che il campionato iniziava in Europa. Lì è molto più comodo, conosciamo molto bene i tracciati, in due ore sei arrivato, non soffri il jet lag. Ma il Mondiale inizia dal Qatar e mi piacciono questi tre circuiti prima dell’Europa. Negli ultimi è cambiato il livello di professionalità dei piloti. Siamo davvero degli atleti, bisogna lavorare tanto, andare a letto presto… Dieci anni fa era tutto più romantico – ha concluso il Dottore -, non ci si concentrava su tutti i piccoli dettagli come adesso”.

 

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