Valentino Rossi e Luca Marini

MotoGP, Valentino Rossi aspetta Luca Marini: sfida alla ‘new generation’

Valentino Rossi e Luca Marini insieme in MotoGP, un sogno che può diventare realtà. Ma la sfida con i piloti di nuova generazione è a dir poco ardua.

7 ottobre 2020 - 14:24

Non sarà la stagione del decimo titolo mondiale per Valentino Rossi, ma potrebbe essere l’anno della consacrazione per suo fratello Luca Marini. Dopo le vittorie iridate di Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia, adesso sembra giunto il momento di ‘Maro’. Del gruppo Academy VR46 sembra il candidato principale a firmare il tris vincente, di un progetto nato quasi per gioco ed evolutosi come scuola di piloti e campioni. Non c’è tempo di attendere, ormai i futuri fuoriclasse sono competitivi sin da subito, al massimo al loro secondo anno di esordio in MotoGP. Vedi Marc Marquez nel 2013, Fabio Quartararo nel 2019, Joan Mir (e Brad Binder) nel 2020. Senza dimenticare i già citati Franky e Pecco che quest’anno si stanno togliendo grosse soddisfazioni.

Piloti new generation

La nuova generazione di piloti prende il sopravvento sui vecchi big del calibro di Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci. “Penso che non ci sia una spiegazione chiara per questo“, ha detto il 41enne di Tavullia, di gran lunga il più anziano sulla griglia della MotoGP. “La nuova generazione di giovani piloti è pronta per essere al top. Hanno imparato molto in Moto2. Negli anni abbiamo scoperto che è una grande classe per capire la MotoGP“.

Ancora altri i motivi, come lo stile di guida “contemporaneo”, capace di adattarsi meglio alle gomme Michelin. La preparazione atletica, a grandi livelli sin dai primi passi in moto. La possibilità di approdare in un team satellite e giocarsela praticamente alla pari con i piloti factory. “Piloti come Binder sono molto veloci come debuttanti“, ha proseguito Valentino Rossi. “Bagnaia e Oliveira hanno già un anno di esperienza. Questa nuova generazione di piloti è molto competitiva. Quartararo è stato molto forte nel suo primo anno… Abbiamo tre o quattro giovani piloti che possono essere il futuro della MotoGP“.

La sfida ai giovani

Contro di loro anche un campione esperto come il Dottore ha vita dura. La vittoria manca da Assen 2017 e stavolta la causa principale non è Marc Marquez. In sua assenza emergono le qualità dei più giovani affamati, meno esigenti a livello di setting e capaci di adattarsi alle varie situazioni e condizioni. Non per questo Valentino Rossi ha deciso di gettare la spugna e ritirarsi. Correrà anche nel 2021 con la Yamaha M1 del team Petronas SRT. Con l’obiettivo di ottenere risultati tali da pensare di proseguire fino alla fine del 2022.

L’arrivo di David Munoz, la possibilità di avere un assetto più personalizzato hanno cambiato in meglio il feeling con il prototipo. “Mi sento bene. Certo è difficile perché il livello è molto alto. Ma stiamo lavorando bene e penso che possiamo essere forti. Quindi continuerò con questi risultati per un altro anno“. E il 2021 potrebbe essere l’anno dei fratelli di Tavullia insieme in MotoGP: Valentino Rossi in Yamaha, Luca Marini in Ducati. Insieme a Pecco e Franco formerebbero un quartetto da sogno.

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