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MotoGP: Uscite di pista e sanzioni, Mike Webb chiarisce come funziona

Mike Webb, direttore di gara in MotoGP, ha chiarito come funziona in caso di tagli o uscite di pista. Ecco i casi da valutare e le penalità applicabili.

6 settembre 2019 - 16:41

Negli ultimi Gran Premi si è tornati a parlare delle uscite di pista, in particolare dei momenti in cui i piloti toccano quella conosciuta come ‘la zona verde’. La ripetizione di queste uscite portano a penalità di vario tipo, ma come funziona? Mike Webb, direttore di gara in MotoGP, ha spiegato come vengono valutati i vari casi e assegnate di conseguenza le sanzioni.

Le uscite di pista sono dovute soprattutto al fatto che i piloti cercano sempre una maggiore velocità. “Di solito avvengono in uscita di curva” ha dichiarato Mike Webb a 44Teeth. “Qualche anno fa le abbiamo quasi definite scorciatoie.” Da sottolineare come le misure da prendere siano più difficili di quanto sembrino. “Usiamo il cronometro a ripetizione e ci arriva subito un segnale in caso di tagli” ha continuato Webb. “In questo modo possiamo vedere immediatamente quanto tempo ha guadagnato o perso il pilota.”

Lungo la pista sono posizionate apposta varie telecamere per vedere con chiarezza se i piloti escono con entrambe le ruote sulla zona verde. Un software analizza le immagini e informa subito il pilota che ha superato il limite della pista. Tuttavia le uscite (o tagli) possono essere effettuate per raggiungere una maggiore velocità o altri motivi. Ne abbiamo avuto un esempio nel Gran Premio a Silverstone, prima dell’ultimo giro, quando Rins ha cercato di superare Márquez nella parte esterna.

Le penalità applicate sono diverse, a seconda che si tratti di prove o gara. Durante i turni di libere e le qualifiche, se un pilota finisce nella zona verde, il suo giro viene cancellato. A tal proposito c’è stato anche qualche dubbio a Silverstone, con tempi prima cancellati e poi rimessi (ne abbiamo parlato qui). In gara invece c’è una netta distinzione tra taglio e limiti della pista. “Se un pilota taglia, deve perdere un secondo rispetto al tempo che impiegherebbe normalmente. Se è così non ci sono sanzioni, altrimenti c’è la Long Lap Penalty.”

Per i limiti della pista, la situazione cambia. “In queste circostanze non è sempre chiaro il pilota se guadagna o perde tempo quando esce di pista. Se succede tre volte però c’è una prima segnalazione” ha continuato il direttore di gara Webb. “Avviseremo subito il pilota e, se ci saranno ancora uscite di pista, allora applicheremo la Long Lap Penalty.” Il pilota poi avrà al massimo tre giri di tempo. “Se non verrà scontata, arriverà un ride though” ha spiegato Webb. Nel caso in cui la penalità venga applicata a fine gara, verranno aggiunti secondi al tempo finale (spesso attorno ai tre secondi).

La Long Lap Penalty, una delle maggiori novità di quest’anno, è un tipo di sanzione che ha preso il via dal GP inaugurale in Qatar. Un metodo anche per evitare penalità a fine gara e conseguenti stravolgimenti di classifica. “Siamo molto soddisfatti di come funziona” ha sottolineato Webb, parlando appunto di questo nuovo tipo di sanzione. “L’idea è evitare aggiunte di secondi a fine gara. Tutti vogliamo che il risultato finale rispecchi l’ordine in cui i piloti hanno tagliato la linea del traguardo.”

L’articolo originale su motosan.es

1 commento

fabu
9:39, 7 settembre 2019

Ci fosse ancora la buona vecchia ghiaia, ora ci sono piste per 747. E qualcuno avrebbe qualche vittoria in meno di cui vantarsi.

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