MotoGP Jerez

MotoGP Test: ripartenza e novità box to box a Jerez

La MotoGP 2020 prende il via a Jerez. Riepiloghiamo il punto di partenza dei 6 costruttori. Tutti devono fare i conti con la nuova gomma soft Michelin.

15 luglio 2020 - 9:17

Giornata di test per la MotoGP con due sessioni da 90 minuti ciascuna. Attenzione concentrata sulle gomme, soprattutto sul nuovo posteriore soft già provato nel 2019 in più occasioni. Non si tratta solo di una mescola più morbida, ma anche di una nuova carcassa, che ha costretto i sei costruttori ad apportare modifiche ai prototipi. Michelin non ha avuto modo di sviluppare anche l’anteriore, creando uno scompenso a livello di bilanciamento che penalizza soprattutto i piloti più aggressivi.

Box Yamaha

A trarne vantaggio sembrano le MotoGP con motori 4 cilindri in linea, anche se l’esperto capotecnico di Fabio Quartararo, Diego Gubellini ha smentito questa ipotesi. Yamaha riparte con un grande ottimismo intorno alla M1. Durante l’inverno hanno lavorato soprattutto su telaio, forcellone in carbonio, elettronica, sistema holeshot. La moto di Iwata ha tratto forse il maggior vantaggio dalla nuova gomma soft, sia in termini di durata che di aderenza. Valentino Rossi, che ha una guida aggressivo, dovrà cambiare il suo stile per trarre il maggior beneficio possibile. Nel complesso Yamaha paga un deficit di potenza rispetto a Honda e Ducati.

Box Honda

Honda e Marc Marquez ripartono con i favori del pronostico. Non tanto per una netta superiorità della RC213V rispetto alle altre moto. Quanto per la capacità unica del Cabroncito ad adattarsi ad ogni condizione. I tecnici HRC hanno lavorato ancora sul motore, a scapito della ciclistica. La nuova gomma Michelin rende ancora più instabile l’anteriore, punto debole per gli altri piloti Honda. Sarà la pista di Jerez a farci capire come è cambiata (se in meglio o in peggio) la moto 2020 dell’Ala dorata.

Box Ducati

Ducati ha lavorato sul V4 per aumentarne la top speed, ma anche per renderlo più dolce e guidabile. A Borgo Panigale hanno focalizzato l’attenzione anche su scarico, elettronica e telaio. Da tempo Ducati è maestra dell’aerodinamica, su cui si punta per perfezionare la percorrenza in curva, nota dolente da tempo risuonata da Andrea Dovizioso e non solo. Ducati inoltre ha lavorato sul sistema holeshot e sul variatore di assetto, che permette al pilota di abbassare il retrotreno in uscita di curva. Non è sicuro che la Rossa monterà quest’ultimo dispositivo, in quanto occorre un bilanciamento ottimale. La priorità è gestire al meglio la nuova soft.

Box Suzuki

La GSX-RR è l’altra moto che ha tratto maggior benefici dalla nuova gomma Michelin. I tecnici di Hamamatsu hanno lavorato su tutte le aree, senza stravolgere la MotoGP 2019. A piccoli passi avanti Suzuki ha trovato la moto quasi perfetta, con un motore non aggressivo ma prestante, con un’agibilità in curva da fare invidia anche alla Yamaha. Alex Rins e Joan Mir hanno tra le moto una macchina da guerra che può volare molto in alto.

Box Aprilia

Grandi aspettative per la RS-GP 2020, dotata di un nuovo motore V4 a 90°. Moto più compatta e leggera, non resta che “pedalare”, raccogliere dati e qualche buon risultato, in vista di una stagione MotoGP 2021 di tutto rispetto. Ottimo il lavoro svolto anche sull’aerodinamica con un’ala molto grande che sembra ereditata dalla Formula 1. Durante lo stop forzato a Noale hanno lavorato sull’affidabilità del motore e l’esito sembra ok. Sarà Jerez a confermare o smentire.

Box KTM

KTM ha modificato il telaio, rimasto in acciaio, ma modificando sulla rigidezza e adottando una soluzione ibrida tra tubi e trave. Il team austriaco si è concentrato anche sul motore, meno aggressivo, così da preservare gli pneumatici nel finale di gara. Rivisitato anche il pacchetto aerodinamico, con l’obiettivo di un miglior bilanciamento e una percorrenza di curva più agile. A Mattighofen non hanno nessuna intenzione di ritornare a recitare il ruolo di fanalino di coda della MotoGP.

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