MotoGP, Valentino Rossi e Alberto Tebaldi

MotoGP, Tebaldi: “Valentino Rossi sportivo, imprenditore… e fa divertire”

Alberto Tebaldi, storico amico di Valentino Rossi, commenta la fine di una lunga avventura al fianco del campione: "Lascia una grande eredità".

15 novembre 2021 - 12:08

Valentino Rossi ritorna nella sua Tavullia dopo l’indimenticabile week-end di Valencia. Tutti si aspettavano una domenica di lacrime e nostalgia, invece è stata una festa esuberante che ha fatto il giro del mondo. Ancora una volta il Dottore stupisce e fa scuola. “Doveva essere un giorno triste e non volevo, essere felici è una sorpresa. È diverso vincere un Mondiale o vincere una gara, perché questo è più emozionante. Ma mi sono divertito, abbiamo potuto festeggiarlo come se avessimo vinto un Mondiale ed è stato bellissimo. Questi sono momenti che ricorderò per sempre“.

L’orgoglio di ‘Albi’

C’erano davvero tutti ad attenderlo dopo il GP di Valencia, è stato l’ultimo a lasciare la pista, quasi a voler prolungare in eterno quel giro d’onore. Su tutti gli amici che lo hanno seguito per tutta la carriera, Alessio Salucci e Alberto Tebaldi. “Ci sono tante emozioni contrastanti, ma soprattutto gioia e orgoglio di essere stati partecipi di questa storia sportiva incredibile. Grazie a Vale“, commenta Albi, che da tempo ricopre un ruolo di punta nell’orbita VR46. Valentino Rossi pilota o imprenditore, in ogni ambito sa apporre il suo sigillo indelebile. “Ha una visione sempre proiettata sul futuro. Oltre che quello che ha fatto dal lato sportivo e imprenditoriale, l’aspetto in più è che ci ha fatto divertire tanto. E questo è un suo grande pregio“.

Il primo incontro con Valentino

Un’amicizia quasi trentennale lega Alberto Tebaldi e Valentino Rossi, quando ancora il campione non aveva esordito nel Motomondiale. “Intorno al 93-94 partivamo il giovedì per andare a vedere il GP del Mugello, un gruppo di appassionati. Partenza da Gabicce (Misano), ma la gara era da Misano subito (ride, ndr). C’erano due gruppi, quelli con gli scooter e quelli con le moto – ricorda ‘Albi’ -. L’ho incontrato così in cima al Muraglione, io ero con una Ducati, lui con uno Zip ed era mostruosamente veloce, con il sorriso. Da allora siamo diventati amici fraterni… Ne abbiamo fatta tanta di strada“.

L’eredità del campione

Lascia in eredità una sfilza di potenziali campioni pronti a continuare nel suo nome. Bagnaia, Morbidelli, Marini, nel 2022 ci sarà anche Bezzecchi. Giovani allievi cresciuti sotto l’egida di Valentino Rossi, tra giri in pista e serate al Ranch di Tavullia. Una famiglia che si muove all’unisono nonostante la MotoGP sia uno sport individuale. “Ha una grande generosità sportiva, nessuno durante la sua carriera dà tutto ad altri come ha fatto lui – conclude Tebaldi -. Lascia una grande eredità, quindi è come se non lasciasse questo sport, ha lasciato tanto di lui e continuerà a dare tantissimo“.

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