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MotoGP story: Valencia 2012, la pazza rimonta di Pedrosa dalla pit lane

Pedro Acosta ha sorpreso tutti con la gara straordinaria a Losail. Ma vi ricordate Dani Pedrosa a Valencia 2012? Riviviamo quell'impresa del 'piccolo samurai'.

9 aprile 2021 - 18:58

In questi giorni è salito giustamente agli onori della cronaca il capolavoro del piccolo esordiente Pedro Acosta. Una partenza dalla pit lane, una rimonta straordinaria ed infine una vittoria che ad appena 16 anni l’ha collocato di diritto nella storia del Motomondiale. Ma certo c’è un illustre precedente: parliamo di Dani Pedrosa, che a Valencia 2012 disputò una gara pazza, compiendo però la incredibile impresa realizzata domenica scorsa dal giovanissimo connazionale. Ve la ricordate? Riviviamola insieme.

Meteo incerto… Cambi all’ultimo! 

Siamo in griglia di partenza su pista ‘bagnasciutta’. Condizioni piuttosto variabili in vista dell’ultima gara della stagione, come abbiamo visto anche nei giorni precedenti. Tutti i piloti hanno optato per l’assetto da pioggia, ma al box sono pronte le moto per un’eventuale flag-to-flag. Dani Pedrosa è in pole position, accanto a lui ci sono Jorge Lorenzo e Casey Stoner. Si parte per il giro di ricognizione, qualcuno ha optato per le gomme slick, ma ecco che in quattro scelgono l’azzardo: Pedrosa, Crutchlow, Bautista e Hayden sono in pit lane, cambiata totalmente la moto!

Doppia partenza 

Non troppo bagnato né troppo asciutto, tanto che assistiamo a svariati rischi sia in griglia che dai ragazzi in pit lane. Aleix Espargaró su CRT ne approfitta per prendere inizialmente il largo in quella che fin da subito è una gara davvero pazza, seguito da Barberá e dalla Ducati di Rossi, con Stoner e Dovizioso poco dietro. Una situazione che però non dura a lungo, soprattutto perché bisogna guardare ben più indietro. I partenti dalla pit lane sono certo lontani, ma in pista si è creata una ‘linea asciutta’… Ed al #26 in particolare bastano davvero pochissimi giri per ritrovarsi a ridosso della top ten, tre secondi più veloce dei ragazzi in testa alla corsa!

Quattro giri, inizia il valzer ai box

Ci si rende conto presto del continuo miglioramento di condizioni della pista, e quindi di quanto gli azzardi stiano pagando. Stoner, Abraham, Rossi, Edwards… Tutti giro dopo giro rientrano per cambiare la moto. Lorenzo (con gomme slick) è passato al comando, in cinque giri Pedrosa è risalito fino alla seconda posizione, seguono Nakasuga e Bradl (anche loro con slick), più Crutchlow in rimonta, poi il vuoto. Il maiorchino della Yamaha al comando prova a scappare, ma il catalano di Honda è scatenato e gli si fa sempre più vicino. Certo il #26 commette anche un bell’errore che gli costa svariati secondi, prima di dare nuovamente il via alla rimonta.

Che volo di Lorenzo, Pedrosa ha via libera! 

A 16 giri dalla fine l’iridato 250cc e 125cc si vede notevolmente facilitato il lavoro. Lorenzo si sta avvicinando ad Ellison per effettuare il doppiaggio, ma finisce fuori dalla ‘linea asciutta’ e perde il controllo della sua moto: la sua gara finisce con un violento highside. Finale di stagione inglorioso, ma ora Dani Pedrosa ha via libera, davanti a lui solo qualche doppiaggio da realizzare. Non che le condizioni siano ottimali: l’asfalto rimane bagnasciutto, le temperature sono molto basse, non mancano svariati rischi per tutta la corsa. Come sottolinea all’epoca Max Biaggi, “È un asfalto nuovo ed il drenaggio è difficile.”

Trionfo da leggenda del Samurai 

Al traguardo ci arriveranno in 14, solo 7 di questi non doppiati. L’ultimo incidente ha come protagonista Crutchlow, che si vede così privato di quello che sarebbe stato un podio favoloso, a vantaggio di Nakasuga (l’unico giapponese sul podio in quella stagione) e Stoner. È una rimonta leggendaria: Dani Pedrosa chiude col settimo trionfo stagionale ed il secondo posto iridato dietro a Lorenzo. Si è conclusa così la sua stagione migliore, quella in cui solo alcune circostanze sfortunate non gli hanno permesso di lottare fino alla fine per quel titolo MotoGP mai raggiunto… Rimane negli annali un’impresa indimenticabile di quello che senza dubbio il miglior ‘re senza corona’.

Foto: motogp.com

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