MotoGP, sindrome compartimentale: Dovizioso e Rossi destini diversi

La sindrome compartimentale colpisce molti piloti delle due ruote. Andrea Dovizioso fu operato nel 2005, Valentino Rossi finora è uscito indenne.

24 giugno 2019 - 20:58

La sindrome compartimentale colpisce la stragrande maggioranza dei piloti MotoGP (e non solo). È una condizione dolorosa correlata all’aumento di pressione all’interno di un compartimento muscolare, che può provocare una diminuzione del flusso sanguigno, per compressione diretta dei vasi, portando alla diminuzione di ossigeno che arriva alle cellule nervose e muscolari.

Fabio Quartararo, operatosi dieci giorni prima della gara in Catalunya, è solo l’ultimo di una lunga lista. Ci sono passati Jorge Lorenzo nel 2008, Cal Crutchlow nel 2014, Takaaki Nakagami nel 2017, Alex Rins, Dani Pedrosa, Hector Barberà e Pol Espargarò nel 2015, Andrea Iannone nel 2013, Jorge Martin e Nicolò Bulega nel 2019. La sindrome compartimentale non ha risparmiato neppure Jonathan Rea e Chaz Davies nel 2016, Marco Melandri nel 2004.

Nel 2005 Andrea Dovizioso entra in sala operatoria, l’intervento viene eseguito a Barcellona dal Dr. Mir. Era il suo primo anno nella classe 250cc. Qualche problema si è ripresentato con il passaggio alla Ducati. “Di solito succede quando si cambia categoria, non si è abbastanza rilassati sulla moto“, ha spiegato il pilota Ducati a Speedweek.com. “Se pensi a quanta energia dobbiamo applicare sulla moto, a partire da questi muscoli, è incredibile. Naturalmente, il modo in cui guidi influisce tuo corpo. Ogni pilota usa il suo corpo in modo diverso, dipende anche dal fatto che tu debba guidare la moto in modo aggressivo o meno“.

Lo stile di guida e le caratteristiche della moto influiscono non poco sulla forza riposta negli avambracci. Non a caso Valentino Rossi, Johann Zarco e Jorge Lorenzo, noti per un modo di guidare più vellutato, finora sono scampati alla sindrome compartimentale. “Non ho mai avuto questo problema – ha ammesso il Dottore tempo fa -. Ho una mia teoria per evitarla. Basta stendere e rilassare i muscoli. Ma ha anche a che fare con lo stile di guida. Rispetto alla maggior parte dei miei avversari guido con delicatezza e cautela. Lascio andare la moto… Pertanto i miei muscoli – ha concluso Valentino Rossi sono soggetti a meno stress”.

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