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MotoGP, Silverstone ritrova il Mondiale. Pista per poche gioie italiane

Il Mondiale MotoGP quest'anno torna a Silverstone. Pista non proprio favorevole ai nostri piloti... Il tracciato, le (poche) vittorie tricolori, le edizioni saltate.

23 agosto 2021 - 19:00

Ci avviamo verso un nuovo fine settimana di gare per il Mondiale MotoGP. Le due ruote fanno tappa a Silverstone, per un Gran Premio di Gran Bretagna cancellato l’anno scorso a causa della pandemia da Coronavirus e ritornato in calendario in questo 2021. Un evento storico (spesso e volentieri sotto la pioggia) per il Motomondiale, nato come “successore” del mitico Tourist Trophy. Una tappa presente in campionato dal 1949 al 1976, ma sempre più boicottata dai top riders per la grande pericolosità della pista ed infine tolta dal calendario. Dal 1977 il “nuovo” evento britannico è ininterrottamente parte del campionato, anche se non sempre sullo stesso tracciato. Con l’eccezione delle uniche due edizioni recentemente cancellate per cause di forza maggiore. Concentriamoci però sulla pista in uso attualmente e sui precedenti GP lì disputati.

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Il circuito

È il 1947 quando viene ufficialmente inaugurato questo tracciato realizzato tra i villaggi di Silverstone e Whittlebury, nel Northamptonshire, in Inghilterra. Una struttura nata da uno dei tanti ex aeroporti militari della Royal Air Force presenti nella zona. Questo in particolare utilizzato dal 1943 al 1946, prima di essere abbandonato ed in seguito riqualificato, dando forma ad un circuito. Da sottolineare come nel corso degli anni sono stati svolti ‘parecchi lavori importanti tra ammodernamento, riasfaltatura, cambiamenti di lunghezza ed in generale di layout. Fino ad arrivare alla versione attuale di 5891 metri, con 10 curve a destra e 8 a sinistra, più un rettilineo principale di 770 metri (immagine: motogp.com).

Saranno le quattro ruote, ovvero la F1, ad approdare per prime su questo circuito, fin dall’anno successivo alla sua apertura. Il Motomondiale invece ci arriverà molto più tardi: dobbiamo attendere il 1977 infatti per avere il primo Gran Premio motociclistico. Una storia che continua fino al 1986, quando si decide si spostare l’evento a Donington, disputandolo lì per lungo tempo. Solo nel 2010 infatti Silverstone si ‘riprende’ il suo evento motociclistico, ritornando una tappa importante nel calendario MotoGP fino a giorni nostri, con due sole eccezioni. Eclatante soprattutto la cancellazione delle gare nel 2018 a causa di un violento acquazzone che ha allagato la pista, con tante polemiche a seguire. Ma ne parleremo meglio più avanti. Andiamo con ordine, partendo dalle prime edizioni dopo l’esclusione del Tourist Trophy.

I GP 1977-1986, tre vittorie tricolori 

È il fine settimana del 14 agosto 1977 quando il Motomondiale scopre per la prima volta il circuito di Silverstone (allora lungo 4710 metri e dal layout ben diverso), sede della prima edizione del Gran Premio di Gran Bretagna. Cinque le categorie in azione: ovvero 125cc, 250cc, 350cc, 500cc e sidecar. Da sottolineare che si tratta dell’ultimo GP mondiale di Giacomo Agostini, ritirato in 350cc e nono al traguardo in 500cc. Ad un giro dal vincitore Pat Hennen, ben favorito dai ritiri di Sheene e Cecotto. L’unica gioia tricolore arriva nella ottavo di litro, notando però che quasi tutti i piloti al traguardo guidano una Morbidelli. Con questo storico marchio trionfa Pierluigi Conforti, anzi è doppietta con Eugenio Lazzarini autore del giro veloce in gara. Da rimarcare che negli anni a seguire in 125cc vinceranno solamente marchi tricolori, a volte anche monopolizzando il podio, seppur spesso con piloti non italiani.

Troveremo sul gradino più alto infatti anche i marchi Minarelli (4 edizioni), Garelli (3 edizioni), MBA (2 eventi), per due sole volte con nostri portacolori. Oltre al citato Conforti, nel (infausto) GP 1980 Loris Reggiani mette a referto il suo primo trionfo mondiale, con Pier Paolo Bianchi terzo. In 250cc, 350cc, sidecar e 80cc (solo nel ’86) non abbiamo mai italiani in alto né in generale a podio, mentre c’è un acuto da ricordare in 500cc. È il 1982 quando Franco Uncini conquista la quinta vittoria stagionale che, assieme alla caduta del rivale Roberts, lo porta davvero ad un passo dall’iride. In generale, compresi i risultati citati, parliamo di 12 podi complessivi per gli italiani in 125cc e 500cc. Una pista quindi non troppo favorevole ai nostri piloti… Nel 1986 la storia si interrompe, si va a Donington Park per parecchi anni.

2010, ritorno a Silverstone

Dobbiamo aspettare ben oltre l’entrata nel nuovo millennio per riportare il GP di Gran Bretagna su questa storica pista. La tendenza non è cambiata poi molto: italiani mai sul gradino più alto del podio in 125cc/Moto3 ed in Moto2 finora, due sprazzi invece li abbiamo in MotoGP. Nel 2015 in particolare è un tripudio tricolore con Valentino Rossi vincitore (ed autore del best lap in gara) davanti alle rosse di Danilo Petrucci e di Andrea Dovizioso. Due anni dopo sarà quest’ultimo a brillare in terra britannica: si tratta del 100° trionfo italiano nell’attuale classe regina, il quarto stagionale per lui. Grazie anche al ritiro per guai meccanici di Márquez, diventa provvisoriamente il leader iridato. A referto anche alcuni (pochi) podi per i nostri ragazzi negli anni, in tutte le categorie. Nella classe minore ne contiamo sei in totale, in Moto2 sono quattro, infine nove in MotoGP, compresi i risultati citati in precedenza.

2018, il GP delle polemiche

Come accennato in alto, ci sono due occasioni in cui l’evento del Regno Unito non ha avuto luogo. Su tutti il GP del 2018, inizialmente scattato regolarmente prima dell’annullamento. Il motivo è la pioggia torrenziale, non una novità in terra inglese, ma il problema è balzato agli occhi di tutti per le difficoltà di drenaggio che hanno allagato la pista. Un fatto che ha dato il via a svariate polemiche. Ad appesantire il clima il pauroso incidente di Tito Rabat, l’ultimo di una serie di botti verificatisi nelle FP4 MotoGP. L’ex iridato Moto2, passato su una pozza, è caduto alla curva 7, venendo poi investito ad alta velocità dalla moto di Morbidelli, scivolato poco dopo.

Per lui fratture multiple alla gamba destra, un pesante infortunio che lo terrà a lungo lontano dalle corse. Il GP però continua, si disputano regolarmente anche le qualifiche, cambiando poi gli orari della domenica per le gare. Ma il meteo è pessimo, le condizioni della pista idem: le corse vengono annullate. Poco da dire invece sull’edizione 2020: la pandemia da Covid-19 ha costretto tutti a rivedere i propri piani ed uno dei tanti GP saltati è stato proprio quello a Silverstone. Un evento che però rivedremo quest’anno, con pubblico sugli spalti.

Foto: motogp.com

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