Marc Marquez e Santi Hernandez

MotoGP, Santi Hernandez: “Non so dove sia il limite di Marc Marquez”

Santi Hernandez, capotecnico di Marc Marquez, incornicia la stagione MotoGP 2019: "Fa la differenza con il suo talento, non so dove sia il limite".

1 dicembre 2019 - 10:32

Dietro lo straordinario successo di Marc Marquez c’è l’impeccabile lavoro di un gruppo straordinario orchestrato dal capotecnico Santi Hernandez. Dodici vittorie su diciannove nell’ultima stagione MotoGP, in altre sei gare ha concluso al 2° posto. Un bottino complessivo di 420 punti, record assoluto che precede quello di Jorge Lorenzo a quota 383 raggiunto nel 2010. E un solo ritiro ad Austin, mentre era in testa al gruppo su uno dei tracciati a lui più congeniali. Ma le vere opere d’arte devono avere quantomeno una piccola sbavatura e il capolavoro è compiuto.

Agli occhi di Santi Hernandez il Mondiale appena concluso è il migliore nella carriera di Marc Marquez. Meglio del 2014 quando ha vinto una gara in più: “Sì, abbiamo vinto le prime dieci gare di fila e 13 in totale nel 2014 – ha detto a Motorsport-Total.com -. All’epoca, tuttavia, le differenze tra le motociclette di ciascun produttore erano maggiori di quanto lo siano oggi. All’epoca ogni produttore ha usato la propria elettronica perché non esisteva ancora l’elettronica unificata. Ora tutto è molto più equilibrato, la Ducati è sempre forte, la Yamaha ha recuperato molto e la Suzuki è migliorata“.

A fare la vera differenza nel campionato MotoGP 2019 è il fattore umano, alias Marc Marquez. Un’ulteriore conferma è che nessun pilota Honda riesce ad eguagliare le sue prestazioni. Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, Cal CRutchlow ne sanno qualcosa. “Se le differenze tecniche sono inferiori, allora Marc è in grado di fare la differenza con il suo talento. Non c’è dubbio che Marc sia migliorato rispetto al 2014. È altrettanto veloce ma ha molta più esperienza di allora“. Ne è prova il minor numero di cadute: nel 2017 ha raggiunto quota 27, nel 2018 23, quest’anno solo 14 volte tra prove libere, qualifiche e gare. “La sua curva di apprendimento – ha sottolineato il suo capotecnico – è semplicemente impressionante… E sta ancora imparando. Non so davvero dove sia il limite“.

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