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MotoGP, Sahara (Suzuki): “Mai avuti dubbi sul potenziale di Rins e Mir”

Il Project Leader Suzuki, Sahara, è soddisfatto della prima parte di 2020. "Serve però migliorare sul giro secco." E sui suoi piloti: "Hanno iniziato a farsi vedere prima di quanto pensassimo."

5 ottobre 2020 - 14:12

Dopo i test invernali ci si aspettava una Suzuki protagonista in questa stagione MotoGP. Nonostante i ritardi e le difficoltà dovuti alla situazione attuale, possiamo dire che la casa di Hamamatsu sta rispettando le aspettative. Joan Mir è 2° iridato e molto probabilmente sarebbe ben più vicino anche Alex Rins (come sottolineato dal suo capotecnico). Se non fosse che si trascina un importante infortunio da Jerez. Ma ciò che si vede di più è una GSX-RR competitiva su ogni tracciato ed in qualsiasi situazione. Come rimarca Shinichi Sahara, “Le cose al momento stanno andando molto bene.”

Il Project Leader Suzuki traccia un bilancio di questa prima parte di stagione che si può definire molto positiva. “La moto è stata sviluppata seguendo la nostra filosofia ‘step-by-step'” ha dichiarato Sahara in un’intervista prodotta dalla squadra. “Sapevo che poteva lavorare bene assieme ai nostri grandi piloti. Personalmente ritengo che la GSX-RR 2020 stia andando esattamente come ci aspettavamo in questo momento.” Rispetto poi alla versione 2019, “Abbiamo compiuto passi avanti in tutte le aree, dal telaio al motore all’elettronica. La performance è migliorata anche su piste in passato più difficili per noi.”

“Certo, non siamo mai completamente soddisfatti” ha ammesso, “E la fabbrica non smette mai di lavorare. È normale in competizioni di questo livello.” Sottolinea poi il problema più evidente nei weekend di gara, ancora non risolto. “Dobbiamo migliorare nel giro secco, in modo da conquistare un miglior piazzamento in griglia.” Sono diventate famose in questi anni le grandi rimonte di Alex Rins, ma nemmeno Joan Mir ha fatto meno fatica in tal senso. L’ultimo esempio è lo scorso GP in Catalunya, rivelatasi però al contempo l’esempio del passo Suzuki nella seconda parte di gara, chiusa con uno storico doppio podio.

“Non mettiamo mai pressione ai nostri piloti” ha continuato Sahara. “Li lasciamo liberi di dimostrare il loro potenziale, sul quale non ho mai avuto dubbi. Anzi, sia Alex che Joan hanno cominciato a farci vedere di cosa sono capaci ben prima di quanto ci aspettassimo.” Aggiungiamo poi che quest’anno Suzuki celebra i 100 anni del brand ed i 60 anni nelle corse. Una ricorrenza che si cercherà di festeggiare nel migliore dei modi. Ma il titolo è davvero possibile? Con Mir a -8 dal leader ed una stagione così imprevedibile, si può sognare. Nella casa di Hamamatsu non ci si sbilancia, ma certo è lecito puntare a scrivere ancora la storia.

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