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MotoGP, ritorno al Mugello. Un focus dal 1976 alle emozioni del 2019

In questo 2021 il Mondiale ritrova l'evento al Mugello. Rivediamo alcune delle edizioni precedenti, dalla prima nel '76 alle prime emozionanti vittorie tricolori viste nel 2019.

23 maggio 2021 - 18:53

Ritorna quest’anno in calendario un appuntamento sempre molto sentito per i piloti del Mondiale MotoGP. Parliamo del Gran Premio d’Italia, di scena proprio la prossima settimana sullo storico tracciato toscano del Mugello. Un circuito sul quale il Motomondiale, dopo varie alternanze sul suolo italiano, si era recato ininterrottamente dal 1994. Lo ricordiamo, un evento cancellato l’anno scorso per l’emergenza Covid e che riavremo quest’anno, anche se a porte chiuse. Ma il Campionato del Mondo ha fatto tappa su questa pista anche ben prima degli anni ’90, e quando la denominazione dell’evento era diversa. Un breve focus sui precedenti.

La prima volta: il (tragico) GP delle Nazioni 1976

Il Mugello ospita il Motomondiale per la prima volta in questa stagione. Si tratta del 54° Gran Premio delle Nazioni, 28° evento con questa denominazione del Campionato del Mondo, nonché 270° round nella storia del Mondiale. Purtroppo una tappa ricordata anche per i tantissimi incidenti, due dei quali mortali: Paolo Tordi in 350cc, mentre in 250cc parliamo di Otello Buscherini (con la prematura fine della favola Malanca in 125cc). Per quanto riguarda i risultati, in classe regina trionfa Barry Sheene, Johnny Cecotto si impone in 350cc, successo di Pier Paolo Bianchi (Morbidelli) in 125cc. Hat-trick invece nelle altre categorie: nella quarto di litro parliamo di Walter Villa (Harley-Davidson), in 50cc ci pensa Angel Nieto (Bultaco).

Il ritorno nel 1978 e nel 1985

Passano appena due anni ed il Motomondiale torna sul tracciato toscano, stavolta con anche la categoria sidecar in azione, anche se un giorno prima (e con pioggia) rispetto alle altre. Tripletta pole-vittoria-giro veloce di Kenny Roberts in classe regina, mentre in 250cc e 350cc è dominio Kawasaki con la coppia Ballington-Hansford. In 125cc unica gioia tricolore dell’evento grazie ad Eugenio Lazzarini ed a MBA, mentre nelle zanzare vince Ricardo Tormo. Si corre su altri circuiti, per poi tornare al Mugello nel 1985: hat-trick a referto per Freddie Spencer in 500cc, ma il campione statunitense trionfa anche in 250cc. Sigillo di Pier Paolo Bianchi (MBA) in 125cc su Gianola-Garelli, Jorge Martínez invece brilla in 80cc.

Il Gran Premio d’Italia 1992

Abbandonata la denominazione Gran Premio delle Nazioni, l’anno prima si era passati al Gran Premio d’Italia. Nel 1992 si torna al Mugello per quello che è il quinto evento della stagione, che in due gare su tre vede brillare i nostri portacolori. Tripletta di Ezio Gianola in 125cc, podio totalmente italiano invece in 250cc con Luca Cadalora vincitore davanti a Loris Reggiani ed a Max Biaggi. In classe regina invece troviamo il tricolore in top ten solo grazie alla casa Cagiva, pur con Alex Barros, mentre Corrado Catalano (12°) è l’unico italiano al traguardo. Per quanto riguarda il podio, Kevin Schwantz interrompe la striscia vincente di Mick Doohan, trionfandogli proprio davanti.

Dal 1994 al 2019

Come accennato inizialmente, a partire da due stagioni dopo il Mugello sarà una presenza fissa nel Campionato del Mondo, sede del Gran Premio d’Italia. Impossibile citare tutte queste edizioni, accumunate però dalle grandi battaglie e dal fatto di aver avuto luogo su un tracciato da sempre molto apprezzato da piloti ed addetti ai lavori. Citiamo nel 1994 il podio 125cc tutto giapponese con Ueda, Sakata e Tsujimura, in uno dei pochi anni senza vincitori italiani in almeno una delle categorie. Possiamo poi ricordare il biennio 1995-1996 con la bellezza di cinque categorie in azione, comprese la classe sidecar e la tanto discussa Thunderbike Throphy. Nel 1997 è un tripudio tricolore in 250cc grazie al podio monopolizzato da Max Biaggi, Marcellino Lucchi (che poi vincerà la sua unica gara mondiale l’anno successivo) e Loris Capirossi.

Nel 2000 la battaglia era fra tre nostri grandi nomi, ovvero Capirossi, Rossi e Biaggi: almeno finché il Dottore ed il Corsaro non cadono sul finale, lasciando via libera a Capirex. Tre anni dopo è tripletta tricolore grazie a questi nomi, nel 2005 si ricordano addirittura quattro piloti in top 4: Rossi, Biaggi, Capirossi e Marco Melandri. Nel 2008 solo vittorie italiane (Corsi, Simoncelli, Rossi), per la prima volta al Mugello. Possiamo citare nel 2009 l’interruzione del dominio di Rossi nell’era MotoGP sulla pista toscana: ci pensa Casey Stoner, che approfitta delle condizioni di bagnato e del cambio moto per volare verso il successo. Oppure il bellissimo duello nel 2016 tra il Dottore e Lorenzo, prima che il motore tradisca l’italiano. L’ultima edizione, svolta del 2019, ha visto due primi emozionanti trionfi italiani: Tony Arbolino in Moto3 e Danilo Petrucci in Moto2.

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Foto: motogp.com

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