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MotoGP, Raúl Fernández: “Un prof eccellente chiamato Dani Pedrosa”

Raúl Fernández ha completato ieri la prima vera giornata di test MotoGP. Con un grande aiuto da parte del collaudatore Dani Pedrosa.

19 novembre 2021 - 11:25

Non è una novità sentire parole di stima per il collaudatore Dani Pedrosa dai ragazzi KTM. Il rookie Raúl Fernández non è da meno: già nel primo assaggio a Misano aveva sottolineato la presenza del #26, oltre ai primo consigli da lui ricevuti. A Jerez la questione non è diversa, anzi, visto che il vice-campione Moto2 l’ha tenuto ben d’occhio nelle giornate precedenti ai suoi primi test ufficiali in MotoGP. Con tanto di ripresa del collega in azione postata sui social, per poi passarci molto tempo assieme nel corso del giovedì per farsi dare qualche dritta in più. Oggi condividono la pista, con Pedrosa attivissimo fin da subito.

“A Misano era una caramella, questi sono i primi veri test MotoGP.” Certamente con non meno entusiasmo dei colleghi esordienti, parlando anche lui di “Primo giorno di scuola”. Con una moto ben diversa da quella a cui era abituato, ma si comincia così a conoscerla davvero. “Il problema maggiore è capirne la potenza” ha sottolineato, come riportano i colleghi di Motosan.es. “Se sei troppo inclinato non c’è potenza, idem se alzi la moto troppo presto.” Qui entra in gioco il ruolo del collaudatore spagnolo. “Per questo abbiamo un professore eccellente chiamato Dani Pedrosa. Ho trascorso molto tempo con lui, mi ha aiutato tantissimo. Siamo fortunati in KTM ad averlo.”

Non solo lui: “C’è anche Esteban Garcia.” Ricordiamo, ex capotecnico di Viñales in Yamaha, passato quest’anno alla casa austriaca come supervisore dei rookie Gardner e Fernández. “KTM ha svolto un gran lavoro per permetterci di averli entrambi qui.” Un altro aiuto importante per procedere nel percorso di apprendimento della MotoGP: un approdo in top class a meno di un anno dalla fine della tappa Moto3. “È incredibile, è successo tutto così in fretta. In Moto2 volevo solo imparare e ho lottato per il titolo fino alla fine. E non mi aspettavo certo di arrivare in MotoGP in meno di 365 giorni!”

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Foto: motogp.com

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