MotoGP, Pol Espargaro

MotoGP, Pol Espargarò: “Rivalità con gli italiani, specie con Valentino Rossi”

Pol Espargarò non nasconde la rivalità tra spagnoli e italiani nel paddock MotoGP. Ma su Valentino Rossi ammette: "E' di un altro mondo".

31 marzo 2021 - 21:56

Alla vigilia del secondo GP della stagione MotoGP 2021, Pol Espargarò ha fatto un primo bilancio dopo l’esordio in Honda. Non solo delle prime impressioni con il nuovo team, parla anche di Marc Marquez e Valentino Rossi. L’8° posto è un buon risultato iniziale, ma l’ex KTM sa bene di dover alzare subito l’asticella. Il campionato ritorna a distanza di pochi giorni sullo stesso circuito di Losail, avrà a disposizione i dati dello scorso week-end. Non poteva esserci occasione migliore per provare a migliorare la sua prestazione. “Dobbiamo puntare più in alto – racconta ai media spagnoli di ‘El Chiringuito’ -. Bisogna lottare per diventare campione del mondo e ci stiamo lavorando“.

Pressione nel box Honda

Essere in Honda non consente alibi, l’obiettivo può essere uno solo: il titolo MotoGP. “Per raggiungere questo traguardo serve una moto potente per essere al top e ora ce l’ho. È ora di tirare fuori il mio talento, devo dimostrare che merito di essere in MotoGP e lottare per il campionato“. Il ritorno di Marc Marquez sarà un ulteriore stimolo per l’intero box, nell’attesa la pressione verte principalmente su di lui. “Adesso Marc non c’è, quella responsabilità è stata condivisa tra i piloti che sono qui ed è vero che c’è più pressione. La Honda è ancora una moto competitiva anche se Marquez non c’è“.

Nel primo round con la RC-V era importante arrivare alla bandiera a scacchi. Raccogliere informazioni sul consumo delle gomme e con serbatoio pieno. La classe MotoGP è una miriade di dettagli che vanno studiati e limati per poter puntare in alto. La priorità sarà migliorare nelle qualifiche, partire dalla 12esima piazza condanna ad un Gran Premio all’inseguimento, con conseguente stress degli pneumatici. Aspettando Marc Marquez e poter così guardare la sua telemetria, sebbene sarà impossibile imitare il suo stile di guida.

I rapporti nel paddock

Pol Espargarò affronta anche argomenti più “umani”, il rapporto con gli altri piloti della MotoGP, la lontananza con la famiglia. “Difficile essere distanti, sono papà di una bambina di un anno, in due settimane la sua vita cambia completamente. Essere un padre è un altro mondo“. Nonostante sia uno sport individuale con gli altri colleghi c’è solidarietà, almeno in linee generali. Ma l’amicizia è semplice utopia. “C’è un buon rapporto tra tutti, ma con il passare delle gare qualcosa può cambiare. È chiaro che ci sono piccoli gruppi, come gli spagnoli e gli italiani. Soprattutto con Valentino Rossi. A parte mio fratello, non puoi avere amici qui. Abbiamo rispetto perché siamo amici e andiamo d’accordo”.

Al campione di Tavullia va dato merito per quanto sta facendo nonostante i suoi 42 anni suonati. “La cosa più complicata che noi piloti dobbiamo fare è adattarci alle nuove generazioni. Quindi Valentino Rossi ha dovuto reinventarsi ogni anno. Da quando ha iniziato a guidare a oggi il cambiamento è brutale. Valentino viene da un altro mondo, proprio per la sua capacità di adattamento“.

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