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MotoGP: perché i piloti hanno bisogno dei coach? (parte 2)

Il ruolo del coach, una figura sempre più importante per i piloti nel Mondiale MotoGP. La seconda ed ultima parte della nostra analisi.

23 luglio 2020 - 7:55

Man mano che lo sport diventa sempre più professionale, diminuiscono le aree in cui è possibile migliorare. Le MotoGP sono sempre più vicine in termini di prestazioni, i piloti lavorano sempre più attentamente su allenamento e nutrizione, perfezionando le proprie capacità di guida in un modo sempre più preciso. I miglioramenti marginali stanno diventando sempre più difficili da trovare e, quindi, sempre più preziosi. I coach quindi diventano figure chiave in questo senso: apportano benefici osservando attentamente pregi e difetti dei piloti, dando un’idea più precisa di cosa possono fare per migliorare. Gira un metro prima qui, mantieni la traiettoria un po’ più a lungo in quel punto, sposta la traiettoria di qualche centimetro a sinistra o a destra in quella particolare curva. Dopo la prima parte, ecco il finale della nostra analisi.

Occhio di lince

Smith ha fatto un confronto guardando altri sport da spettatore, sottolineato ciò che solo un osservatore appassionato può notare. “Ho visto una gara di sci alpino una settimana fa – sono un grande fan, anche se non ho mai praticato questo sport. C’erano 20 concorrenti: si sapeva esattamente chi era più veloce, chi è stato più lento, chi ha preso la linea classica, chi ha preso la linea aggressiva, chi ha rischiato o no, ecc.”

Lo stesso approccio funziona in MotoGP, ma ci vuole un esperto per individuare ciò che sta realmente accadendo. Durante una sessione di prove libere di 45 minuti, con 22 piloti in pista, sai esattamente cosa funziona, cosa no, chi è bravo in frenata, chi è bravo in accelerazione, ecc. È qualcosa che i dati non diranno mai e che alcune persone non riescono a notare. Ma trovare la persona giusta può aiutare molto: un allenatore è solo un vantaggio, sempre che il modo in cui trasmettono informazioni alla squadra e al pilota sia quello corretto.

I coach dei piloti o gli analisti di pista sono spesso usati non solo per aiutarli a migliorare la propria guida, ma anche per guardare cosa stanno facendo gli altri e fare qualche confronto. In questo caso, un pilota può trarre maggiori benefici da ciò che ha imparato su se stesso o da ciò che gli è stato detto su ciò che stanno facendo gli altri piloti?

Se quello che stai facendo non funziona in un determinato turno, possono dirti: questo pilota sta attaccando la curva in questo modo e qualcun altro in quell’altra maniera. Quindi puoi provare in entrambi i modi per vedere quale funziona meglio per te. Questo ti offre diverse opzioni da provare nelle aree in cui hai qualche difficoltà in più.

Si tratta semplicemente di confrontare, imparando dai 22 piloti migliori al mondo in sella alle 22 moto migliori del mondo. Se lo fanno tutti in un certo modo, devi far sì che sia possibile anche per te.

Guarda, impara, adatta

Ma ogni moto ha diversi punti di forza e richiede un approccio diverso, il che significa che le lezioni devono essere filtrate ed essere adattate alla specifica moto. Devi raccogliere tutte le informazioni e assimilarle. Una Honda non funziona come una Yamaha, né una Suzuki come una KTM o una Aprilia. Fondamentalmente questo processo aiuta a capire quali sono le differenze. Potresti non essere in grado di utilizzare quel dato metodo a causa delle differenze nel comportamento delle moto, ma almeno sai di avere quell’opzione. A volte non riesci a vederlo se sei in pista in quello stesso momento.

Ecco perché vediamo sempre i piloti che cercano di prendere la scia. A volte i piloti lo fanno per capire cosa fa una data moto rispetto a quella che si ha. In che punto è più veloce di me? Cosa devo aspettarmi in gara? È un po’ il gioco del gatto col topo, non è insolito quindi vedere in questi casi lunghi fuoripista per evitare queste situazioni e lasciar passare chi è dietro.

Qui entra in gioco un coach o un analista di pista. Fondamentalmente può fornire quel tipo di informazioni. Seguire direttamente qualcuno è certo il miglior modo per ottenere qualche informazione. Questo ed un osservatore esterno sono senza dubbio una combinazione vincente. Smith ha sottolineato che “È completamente inutile sbattere la testa contro un muro di mattoni e non imparare nulla.”

Registrazione video, un vantaggio significativo

Con Dorna che fornisce la copertura completa di ogni turno di prove, con più angolazioni di ripresa, i piloti e i loro allenatori usano queste immagini per il debriefing. Ti consente di sapere come sei quando sei veloce ed efficiente. Non sempre te ne rendi conto quando sei in pista, ma quando vedi in TV lo capisci subito. Il linguaggio del corpo è davvero chiaro in questo senso, c’è sempre una ragione per una certa azione o una data reazione.

Ma non è tutto. Le immagini televisive a terra possono essere utili, le telecamere delle moto molto meno. L’unica informazione utile riguarda i cambi di velocità della concorrenza. Per esempio, se utilizzano la prima o la seconda marcia in una certa curva. Questo può essere utile ad un rookie, che non sa quale rapporto usare in ciascuna curva, ma può servire anche per vedere se qualcuno sta cambiando più o meno rapidamente marcia in un’area scivolosa o per fermare il wheeling.

Tutte queste informazioni sono utili per cercare i dettagli che possono fare la differenza. Potrebbero però non essere necessariamente utilizzate per la sessione successiva, ma possono far sì che il pilota dia prova di creatività. Lo stesso vale quando guardi una sessione di prove e vedi qualcuno superare un pilota più lento in un determinato punto. Questa può essere un’opzione da tenere a mente.

Trai ispirazione dagli altri

La cosa principale di tutto ciò è che non si sa mai quando – o se – potrebbe tornare utile. Si tratta solo di raccogliere informazioni che potresti utilizzare anche nell’ultimo giro di una gara. Vedi qualcun altro che fa una data manovra, ma se avverti maggiori vibrazioni significa che la prossima volta devi angolare meno o prendere una traiettoria leggermente diversa.

Ciò è stato particolarmente utile in KTM, con un nuovissimo prototipo senza dati esistenti, discorso valido per Aprilia quest’anno. Smith ha dichiarato durante il suo periodo in KTM che “Quando abbiamo una moto nuova, ci pensiamo così tanto che consideriamo meno la pista. Ci sono piloti invece che sono così sicuri delle loro moto che possono concentrarsi solo sulle traiettorie. Puoi usare le immagini TV e di altre persone per estrapolare queste informazioni. È importante.”

Nelle corse, come in ogni ricerca di perfezione, ogni dettaglio è fondamentale. I coach, gli analisti di pista, la copertura televisiva sono tutti aspetti che i piloti usano per ottenere la decima finale, o per mostrare quei centesimi che possono fare la differenza tra successo e fallimento. Considerando il fatto che le normative tecniche riducono le differenze di prestazioni tra le moto, questi dettagli diventano sempre più importanti.

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

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