MotoGP: Nicky Hayden “2009 la mia stagione più difficile”

Il pilota della Ducati guarda fiducioso al 2010

7 gennaio 2010 - 3:43

Una stagione difficile. La più difficile della propria carriera, secondo Nicky Hayden. La “prima” con la Ducati si è conclusa in crescendo, ma con qualche problema di troppo come confidato in una lunga intervista a Motorcycle USA, dove il Campione del Mondo 2006 ha parlato a tutto tondo, anche delle proprie aspettative per il 2010, non senza far un bilancio del campionato concluso con un podio all’attivo.

Probabilmente sì, è stata la stagione più difficile della mia carriera“, ammette Nicky Hayden. “Sicuramente è stata la più dura. All’inizio ci son stati tanti problemi, cadute, infortuni, sfortune, non ne andava una per il verso giusto. Dalla terza gara però è cambiato qualcosa, anche grazie al mio nuovo responsabile tecnico (Martinez, ndr) che ha compreso quali erano le mie richieste. La Ducati mi ha aiutato tantissimo, ha assecondato le mie richieste e sul finire di stagione siamo riusciti ad andar meglio. Il punto più alto? Sicuramente Indianapolis, ma ero convinto di far bene anche a Misano Adriatico dove, purtroppo, De Angelis mi ha colpito al via e ho concluso la gara alla prima curva“.

Archiviato il 2009, il pensiero è rivolto al nuovo anno iniziato, agonisticamente parlando, piuttosto bene con promettenti test a Valencia.

I primi test del 2010 sono andati bene, a Valencia ero nei primi 5. Certo, non è bello dire una cosa del genere se sei un campione del mondo, ma sono soddisfatto. Sono riuscito a fare un passo in più con la moto, adesso mi sento a mio agio. E’ un inverno particolare, la pausa tra un test e l’altro è più lunga per cui mi sono dedicato ad eventi promozionali e rilassarmi con la mia famiglia a casa. Nonostante questo abbiamo lavorato molto anche per il 2010, ho passato del tempo in galleria del vento per delle prove di aerodinamica: sono più alto di Casey (Stoner) e questo è sicuramente un problema, ma siamo riusciti a trovare una soluzione. L’obiettivo? Lottare per il podio, almeno“.

A proposito del suo compagno di squadra, a domanda su cosa pensasse della sua “assenza forzata” di 3 gare la scorsa estate, ha risposto con alcuni punti interessanti.

E’ stato difficile per la squadra, sicuramente un evento strano. Nessuno sapeva realmente cosa stesse succedendo: sostanzialmente si sapeva che non stava bene, anche se star fuori da 3 gare è piuttosto strano… ma per quanto si diceva era la cosa più giusta da fare. Visto che è tornato e ha vinto, probabilmente è stata la decisione più giusta“.

Favorevole al ritorno alle 1000, il “Kentucky Kid” ha poi detto la sua sull’incidente di Stoner a Valencia al giro di ricognizione, svelando “ufficialmente” qual è il “segreto” della Desmosedici. “Abbiamo una gestione di elettronica che ci consente di risparmiare qualche cc di carburante, non consentendoci di andar troppo forte. Però questo, se non si sta attenti, non ci fa scaldare a sufficienza gli pneumatici ed è facile cadere come è successo a lui“.

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