MotoGP Aragon 2020

MotoGP, Mir-Quartararo-Vinales-Dovizioso: Coronavirus primo avversario

L'emergenza Coronavirus bussa alle porte del paddock MotoGP. I quattro contendenti al titolo mondiale devono fare attenzione nella vita privata.

23 ottobre 2020 - 9:18

L’emergenza Coronavirus procede a grandi falcate e coinvolge anche il paddock della MotoGP. Dopo i casi Jorge MartínValentino Rossi (più Tony Arbolino in isolamento precauzionale), anche Riccardo Rossi ha dovuto mettersi in quarantena dopo un tampone positivo. Oltre 16mila nuovi contagi in Italia e Spagna nella giornata di giovedì, sempre più Paesi stanno imponendo restrizioni alla vita pubblica. Il Motomondiale non si sposterà da Aragón anche per questo weekend, dove da lunedì potrebbe scattare un blocco agli spostamenti.

Il leader del Mondiale

A Valencia la situazione è attualmente più calma che in altre regioni della Spagna. La MotoGP correrà due gare l’8 e il 15 novembre, i quattro principali contendenti (Mir, Quartararo, Viñales e Dovizioso) domenica sera torneranno a casa con mezzi privati. Infatti il caso Arbolino insegna che, anche con un tampone negativo, si rischia di restare a casa. E saltare anche un singolo GP significherebbe rinunciare alla corsa al titolo mondiale. “Sono molto preoccupato perché è difficile da controllare“, ha detto il neo leader Joan Mir nella conferenza stampa del giovedì. “Dopo questa gara tornerò a casa. A casa non voglio uscire. È una situazione molto difficile per tutti“.

I due contendenti Yamaha

Anche un personaggio “blindato” come Valentino Rossi è finito nella trappola del Covid-19, questo invita a riflettere e a spostarsi con meticolosa prudenza. Soprattutto all’esterno del paddock MotoGP. “Quando sono a casa sono molto più nervoso che in gara – ha ammesso a ruota Fabio Quartararo -. Ti alleni a casa e ti prepari, ma prima di ottenere il risultato negativo del test non sei tranquillo. Dopo questa gara rimarrò a casa fino a Valencia. A parte l’allenamento, non farò nulla. È molto difficile per tutti nel mondo“.

Maverick Viñales, a 12 lunghezze dalla leadership MotoGP, sa quanto sia importante che anche la sua squadra stia attenta. Appena due settimane fa sei tecnici Yamaha sono rimasti in quarantena ad Andorra, dopo che un ingegnere è risultato positivo al test. “Puoi fare tutto perfettamente, ma se qualcuno nella squadra è infetto, possiamo prenderlo anche noi. Chiunque può essere infettato. La cosa più pericolosa per me è quando viaggio. Nel paddock siamo più tranquilli perché siamo tutti testati“.

Gli inseguitori Ducati

Il pilota Ducati Andrea Dovizioso è volato a casa tra le due gare di Aragona. L’esempio di Arbolino ha dimostrato che questo può essere rischioso. “È molto difficile. Non hai tutto sotto controllo“, ha detto il forlivese. “Tutti cercano di fare del loro meglio, ma la situazione è molto difficile“. Il collega di marca Pecco Bagnaia, invece, ha preferito restare in hotel ad Aragón: “Sono rimasto qui, perché è più sicuro… Vivo con la mia ragazza, ma anche lei viene testata regolarmente. Non si sa mai su un volo. Anche gli altri piloti della VR46 Academy erano qui. Ci siamo allenati, ma non abbiamo passato molto tempo insieme. Ho passato l’attesa con i film e ho giocato a Call of Duty“.

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