MotoGP, Joan Mir

MotoGP, Mir-Espargarò-Dovizioso: “Impossibile controllare il Coronavirus”

Il campionato MotoGP 2020 sbarca a Valencia nel bel mezzo di una nuova ondata di Coronavirus. Andrea Dovizioso: "Non abbiamo il pieno controllo".

3 novembre 2020 - 8:25

Tamponi effettuati nella giornata di ieri, oggi i piloti della MotoGP invieranno l’esito attraverso la App della Dorna. Per entrare nel paddock di Valencia bisogna rispettare i rigidi protocolli anti-Coronavirus stilati alla vigilia del Mondiale. Come da regolamento occorre un test negativo da effettuarsi due volte e 72 ore prima dell’arrivo in autodromo. In caso di positività, come avvenuto ad esempio a Valentino Rossi, scatta il divieto di partenza e l’obbligo di quarantena. La carovana del Dottore è pronta per affrontare il week-end di Cheste, ma nella giornata di oggi dovrebbe esserci l’ufficialità.

L’emergenza Coronavirus sarà all’ordine del giorno nel GP d’Europa dopo l’avanzata di una nuova ondata. La Spagna è in stato di allerta dalla fine di ottobre, con un coprifuoco in vigore in tutto il Paese, tranne nelle isole Isole Canarie. Da due giorni si registrano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine per protesta contro le restrizioni decise dal governo. All’interno del paddock della MotoGP si cerca di viverla con la massima attenzione e serenità, cercando di evitare spostamenti in aerei (se non con voli privati). “Come abbiamo visto con Arbolino il rischio è altissimo“, ha detto Aleix Espargarò. Il pilota Aprilia finora è sempre tornato a casa sua, in Andorra, tra un Gran Premio e l’altro, “ma ero a casa con i miei due figli e mia moglie… In questi anni ho imparato che in campionato e nella vita non ha senso preoccuparsi di cose che non si possono controllare“.

Il parere di Mir e Dovi

A rischiare grosso è il leader della MotoGP, Joan Mir, che rischia di perdere tanto in caso di contagio. C’è apprensione non solo per i viaggi, ma anche nei rapporti familiari. “Sono molto preoccupato. È difficile da controllare. Non voglio nemmeno uscire di casa. Se vogliamo lottare per il campionato del mondo, è fondamentale non perdere nessuna gara… Se la mia ragazza fa un test PCR in anticipo, non vedo alcun problema a tornare a casa se non devo prendere un aereo o correre altri rischi“. I piloti residenti in Andorra sembrano poco propensi a rispettare il richiamo dell’IRTA, che ha chiesto di restare tra paddock e hotel durante il trittico finale di questo campionato.

A prenderla con filosofia è anche Andrea Dovizioso, consapevole che il rischio zero non è possibile. Aritmeticamente in corsa per il titolo mondiale, il pilota Ducati non sembra terrorizzato dall’emergenza Coronavirus. “Bisogna rispettare le regole nel miglior modo possibile, ma non abbiamo il pieno controllo. Nessuno ce l’ha. Cerco di stare attento, ma onestamente, non sono troppo preoccupato“.

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