MotoGP: Michele Pirro “Serve una regola precisa sul mercato piloti”

Michele Pirro, nuovamente in azione nel CIV dopo lo spaventoso incidente al Mugello, parla delle sue condizioni e di un mercato piloti in MotoGP iniziato troppo presto.

23 giugno 2018 - 10:01

Dopo lo spavento dovuto all’incidente a 340 km/h al Mugello, Michele Pirro sembra ormai abbastanza ristabilito ed è pronto a tornare in pista questo fine settimana nella tappa di Imola del CIV, categoria Superbike. In questi giorni il pilota, impegnato come collaudatore Ducati in MotoGP, ha parlato anche della situazione creata da un inizio troppo anticipato del mercato piloti, che sta provocando non pochi rimpianti alla sua squadra.

“Ho seguito un intenso programma di fisioterapia e ho svolto gli ultimi esami la scorsa settimana” ha dichiarato Pirro a motogp.com, parlando appunto dello spaventoso incidente di cui è stato protagonista al Mugello. “La parte più dolorante è la spalla ma, anche se mi manca un po’ di forza, mi hanno permesso di tornare in sella per il CIV. La prossima settimana poi avremo dei test privati, ma in futuro cercherò anche di fare del mio meglio come wild card a Misano e Valencia, in modo da aiutare Jorge e Andrea in ottica campionato.”

“Il fatto che Lorenzo se ne vada è una grande perdita per il team” ha poi aggiunto, ripensando alla seconda vittoria stagionale in rosso ottenuta dal maiorchino (ormai ingaggiato da Repsol Honda Team per il prossimo bienno) al Montmeló. “Abbiamo visto il potenziale di Jorge quando le cose vanno bene, ma fino ad un mese fa era una situazione difficile da pensare e ci si è rivolti a Petrucci, un bravo ragazzo ed un ottimo pilota. Diamo però un pilota forte ai nostri avversari, sarebbe stato meglio se fosse rimasto on noi.”

Si mostra però critico a proposito delle decisioni prese in ottica 2019 così presto: “La scelta del pilota andrebbe fatta nella seconda metà della stagione, dovrebbe esserci una regola che lo impone e chi di dovere dovrebbe agire ora. Nel nostro caso è stato negativo e la festa a Barcellon è stata in parte rovinata da questo pensiero. Ma penso anche a me: il mio primo weekend di gara è stato a giugno, se tutti è deciso già a marzo non attirerò mai l’attenzione dei team.”

Pirro si sofferma poi sull’evoluzione di Lorenzo: “La moto è diversa dalle altre e ci voleva un po’ per capirla. Fino a poco tempo fa Jorge voleva guidarla come se si trattasse di una delle moto da lui utilizzate precedentemente, ma non era possibile. Guidava la Ducati in modo innaturale, ma il lavoro sull’ergonomia gli ha permesso di sfruttare al meglio il fisico. Penso anche che, con il futuro assicurato, sia più rilassato e sia riuscito così a fare la differenza. È un peccato che i percorsi si separino.” Il Mondiale è fattibile? “Non ci arrenderemo e cercheremo di aiutare Dovi e Jorge fino alla fine.”

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