MotoGP, Andrea Iannone

MotoGP, Massimo Rivola: “La WADA ostacola Andrea Iannone e Aprilia”

Terzo round MotoGP 2020 senza Andrea Iannone per Aprilia. Massimo Rivola: "La WADA ha un forte potere politico e ci sta facendo perdere tempo".

8 agosto 2020 - 11:30

Dopo due week-end MotoGP da archiviare, Aprilia approda a Jerez per cercare il riscatto con Aleix Espargarò e Bradley Smith. Finora gli unici punti in classifica li ha incassati il collaudatore britannico che prosegue anche con lo sviluppo della RS-GP 2020. Il catalano, invece, resta a zero punti dopo la doppia caduta a Jerez.

Il GP di Brno prende la piega giusta al termine della FP3, con Aleix Espargarò che centra l’accesso diretto alla Q2 siglando il sesto tempo con un gap di 146 millesimi. “A Jerez abbiamo avuto due gare difficili e non abbiamo raccolto quello che dovevamo – spiega Massimo Rivola a Sky Sport MotoGP -. Purtroppo Aleix ha riportato due cadute impreviste. Forse nel primo week-end non siamo stati all’altezza della gestione di gara, nella seconda gara c’è stata troppo foga ed è caduto nel classico errore di esagerare“.

Iannone nel limbo dell’attesa

Sarà il terzo round MotoGP senza Andrea Iannone, che resta in attesa della sentenza del Tas di Losanna. Si attende di chiudere questo capitolo entro la fine di agosto, anche se una scadenza ufficiale non c’è. In caso di esito negativo (la WADA ha chiesto 4 anni) Aprilia dovrà guardarsi sul mercato e il nome in cima alla lista è quello di Cal Crutchlow. “Noi aspettiamo Andrea, la WADA sta facendo di tutto per mettere il bastone al ragazzo e anche a noi – aggiunge Rivola -. Penseremo ad un piano B se non sarà con noi, ovviamente le tempistiche ci mettono in grande difficoltà. E purtroppo non abbiamo una deadline, quando capiremo meglio le tempistiche della WADA avremo anche noi una tempistica sulle conseguenze“.

La casa di Noale si stringe attorno al pilota di Vasto, certa della sua innocenza. “Il comitato scientifico che Andrea Iannone ha riunito insieme al suo avvocato è più che efficiente. Sono pronti a smontare qualsiasi accusa gli è stata fatta. Tra l’altro in primo giudizio è stato assolto il pilota, anche se 18 mesi non sono coerenti con il giudizio di emergenza. La sensazione è che la WADA, che ha un potere politico importante, stia facendo di tutto per farci perdere tempo e fare pagare a Iannone una sorta di pena. Personalmente – conclude Massimo Rivola – sono fiducioso che vinca in appello“.

1 commento

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13:25, 8 agosto 2020

Assoluzione, nel frattempo nessuna corsa più; procedimento contro Iannone è irregolare. Agenzia mondiale antidoping chiede una sanzione ma prima di ottenerla essa già data; inoltre richiesta Agenzia non è interna ma esterna ed è non ottemperabile in quanto in motociclismo doping non altera risultati ne complica solo; cioè Agenzia non ha competenze dirette attive né attivabili ma hanno fatto finta di attivarne. Vicenda contro Iannone è diventato un illecito gravissimo; e va notato che tal Agenzia tanto incompetente ed invadente fino a non valere per antidoping e proprio essa aveva agito contro Iannone, al quale dunque non più attribuibile neanche errore, cioè giudici sportivi neppure hanno avuto né hanno competenza reale, di fatto personale cioè non reato. Devono essi riammetter lui e sottoporsi loro non lui a giudizi non sportivi cioè di Magistrature di Stati.
MAURO PASTORE

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