MotoGP, Marc Marquez l’alieno scaccia i fantasmi di Rio Hondo

Marc Marquez domina a Rio Hondo, un mix di velocità e precisione che getta nel dimenticatoio la prestazione dell'anno scorso.

1 aprile 2019 - 21:34

Marc Márquez firma l’ennesimo capolavoro a Rio Hondo. 81esima pole e 45esima vittoria in MotoGP, seminando gli inseguitori con un gap di 10 secondi. Ha fatto gara a parte il campione della Repsol Honda, l’unico (insieme a Crutchlow) a inanellare una sequenza di quindici giri sull’1’39”, prima di decidere di non pendere troppi rischi. Suo il giro più veloce in 1’39″426 firmato alla seconda tornata, quando era il momento di spingere per scavare il vuoto alle sue spalle. Tanto da farsi dimenticare dalle telecamere, tutte incentrate sulla sfida tra Rossi e Dovizioso.

Vittoria e testa del Mondiale, in attesa di approdare ad Austin dove vanta una tabella di marcia da brividi: sei trionfi su sei gare. Praticamente un circuito disegnato a sua immagine e somiglianza. Questo è il momento del campionato in cui il vento butta a suo favore, dove è necessario distillare il massimo in ottica iridata. Del resto quando si tratta di giocare in difesa Marc Marquez sa come mettere i piedi sul podio, in attesa di un eventuale passo falso delle Ducati. “Sapevo di poter fare la differenza più grande nei primi giri. Questa era la strategia. La partenza è stata perfetta, ero così concentrato“.

Marquez mix di velocità e precisione

La strategia ideata alla vigilia si è snodata senza nessun intoppo. La pole ha facilitato la scalata argentina, del resto c’era già un piano B. “Il piano A era fare un buon inizio e poi a spingere fin dall’inizio. Il piano B in caso di un inizio non così buono, non si sa mai con la Ducati e il dispositivo holeshot o qualsiasi altra cosa“, ha scherzato il sette volte iridato. “Se partivano in prima fila, avrei risparmiato le gomme all’inizio per spingere solo alla fine“. Dopo il primo giro il vantaggio era già di sette decimi, ha continuato a spingere e fatto subito la differenza, fino ad arrivare a un margine di 12”. Ad Austin i pronostici preannunciano un’altra vittoria schiacciante vittoria di Marc Marquez, ma meglio restare sul chi va là. “Non ho grandi aspettative, vedremo. In questo momento voglio godermi questa gara e la testa del Mondiale. Abbiamo sì vinto per dieci secondi, ma i 25 punti sono gli stessi“.

La vittoria in Argentina mette in archivio la prestazione offerta l’anno prima. Un Cabroncito a tutta velocità, ma con troppe sbavature. C’è margine di crescita anche per i grandi campioni, c’è sempre un’occasione per scacciare via i fantasmi. “Dopo l’anno scorso volevo fare una gara del genere, mostrare la mia velocità e la mia precisione“. Un week-end che in parte ha gettato nel dimenticatoio anche le polemiche con Valentino Rossi. La stretta di mano tra i due è forse la più bella cornice che Rio Hondo poteva regale ad un dipinto d’autore.

 

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