MotoGP, Marc Marquez

MotoGP: Marc Marquez cowboy di Austin, ma il braccio non è OK

Marc Marquez conquista la seconda vittoria nella stagione MotoGP 2021, ma le condizioni del braccio invitano ancora alla calma.

4 ottobre 2021 - 11:47

Per Marc Marquez è stato un week-end di MotoGP perfetto. Seconda vittoria stagionale dopo quella del Sachsenring, confermando che in condizioni ideali per il suo stile di guida resta il vero fuoriclasse che tutti conosciamo. Partito dalla terza fila si piazza subito al comando e comincia a martellare per 20 giri. I vari Quartararo, Miller, Bagnaia riescono a seguirlo solo a tratti, poi il distacco cresce fino a oltre 4 secondi. “Il piano A era quello di guidare la gara fin dal primo giro ed è stato così. La partenza è stata perfetta, ho spinto forte in frenata alla prima curva e ho cercato di controllare la gara nei primi tre o quattro giri, per poi spingere forte“.

Austin fila liscio

Il feeling con il tracciato di Austin è a dir poco splendido, quasi surreale. Sin dal venerdì non si è lamentato delle asperità dell’asfalto, in controtendenza al coro unanime del paddock MotoGP. La sicurezza resta un elemento cardine anche per Marc Marquez, ma mai una lamentela per le buche che costellavano la prima metà del layout. “È vero che venerdì tutti si lamentavano molto. Ma poi nel weekend lavori con le regolazioni, il set-up, capisci le linee e le gestisci con il tuo corpo, e le asperità diventano accettabili“.

Marquez in senso antiorario

Una stagione altalenante per il campione della Honda e trovare una causa non è sempre facile. “A volte cado senza capire perché, o vado veloce senza capire perché, o vado piano senza capire perché. Devo continuare a lavorare e spingere, perché non abbiamo ancora quelle sensazioni speciali con la moto“. Ancora una volta i circuiti “sinistroidi” calzano a pennello per Marc, come già successo in Germania prima della pausa estiva. “È facile da spiegare: quando vado a sinistra, posso girare bene e spingere con il braccio, ma nelle curve a destra non posso fare lo stesso. Per questo cado tante volte, mi si chiude l’avantreno e non riesco a fare i salvataggi con il gomito, ma stiamo lavorando in questa direzione“.

La telefonata a Puig

Nel parco chiuso è apparso davanti alle telecamere con uno smartphone. Chi c’era dall’altra parte del telefono? “Ho chiamato Alberto Puig. È una persona molto importante nella squadra, qui non è potuto venire. Siamo stati in contatto per telefono. È una persona molto importante perché stiamo lavorando sodo e spinge tecnici, piloti e cura tutti gli aspetti“. Adesso ci sono due settimane per recuperare fisicamente, la spalla non ha dato problemi nel week-end texano. La pioggia del venerdì ha aiutato molto a non forzare troppo il braccio. Per adesso lo spauracchio di una quarta operazione sembra allontanarsi. Ma nell’ultima visita medica prima di Misano i dottori hanno chiesto ancora pazienza. “Si parla di un altro intervento, per il momento sono voci. L’osso non è ancora attaccato, il dottore invita alla calma, c’era infezione“.

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