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MotoGP, Lin Jarvis: “Valentino Rossi più ‘leggero’ nel team Petronas”

Lin Jarvis riassume un'annata complessa per Yamaha ed i suoi piloti. Tranne Morbidelli. "Si meriterebbe la moto ufficiale, ma il Covid ha cambiato tante cose."

21 dicembre 2020 - 10:42

Dall’inizio stellare ad un bilancio finale non particolarmente positivo. Possiamo riassumere così la stagione MotoGP vissuta da Yamaha, anche se sarebbe fin troppo riduttivo. Sta di fatto che ci si aspettavano risultati ben diversi: sette vittorie ed altri cinque podi, eppure la lotta iridata è diventata sempre più un miraggio. Salva la situazione un grande Franco Morbidelli (con la M1 meno aggiornata), mentre Fabio Quartararo e Maverick Viñales si perdono, oltre ad un Valentino Rossi alla peggior annata in carriera. Un “bicchiere mezzo vuoto” per Lin Jarvis, che elenca le colpe Yamaha ed il lavoro da fare per tornare al vertice.

“Abbiamo pagato gli errori tecnici nel processo di pianificazione iniziato a metà 2019. Sono seguiti poi i problemi alle valvole, un fardello che ha reso difficile lavorare nel resto dell’anno.” Questi i problemi principali per il managing director della casa dei tre diapason, ai quali è seguita la mancanza di costanza, ancora più importante in quest’annata particolare. “Sono stati errori umani” ha sottolineato Jarvis in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Non era colpa né dei piloti né della squadra. Quando Yamaha ha ricevuto le penalità abbiamo alzato le mani.” Imparando una lezione: “I controlli interni saranno intensificati.”

La maggiore novità dell’anno prossimo sarà lo ‘scambio’ Quartararo-Rossi. “L’addio di Valentino è un saluto normale” ha dichiarato Jarvis. “A livello sportivo non avrà effetti, ci saranno cambiamenti nelle dinamiche del gruppo Yamaha. Ma potrebbe sentirsi più ‘leggero’, con meno pezzi da provare, così da potersi concentrare solo sulle gare. Dipenderà molto dalla sua motivazione e dall’avvio di stagione.” Per quanto riguarda il nuovo duo ufficiale, “Noi dovremo dar loro una moto competitiva in ogni condizione. Fabio ha ammesso di dover controllare le emozioni. Maverick sappiamo che ha alti e bassi, dovremo riuscire a tenerlo nella sua comfort zone.”

Morbidelli invece, vice-campione 2020 e miglior Yamaha, “Ha iniziato la stagione da outsider. La logica diceva che erano Fabio, Maverick e Valentino a dover stare davanti. Ma finire a 13 punti da Mir credo sia stata una sorpresa positiva, per lui come per noi.” Ma non avrà la moto come gli altri l’anno prossimo. “Sono d’accordo con chi sostiene che se la meriterebbe, e in una situazione normale sarebbe così. Ma il Covid ha cambiato tante cose. La M1 ufficiale è più cara della Spec-A di Franco e non era possibile trovare i soldi né allestire una quarta moto in così poco tempo. Ma siamo convinti che avrà un grande futuro.”

Su cosa bisogna lavorare per il 2021? “Possiamo lavorare su telaio, frenata, strategie, elettronica. Poi nel 2022 il motore dovrà essere più potente e facile. Stiamo lavorando per riuscirci.” Non manca anche un commento sul possibile approdo in classe regina del team di Rossi, associato ultimamente a vari costruttori. Fattibile un accordo con Yamaha? “La prima domanda è: lo farà o no? Con Petronas abbiamo un’ottima relazione. Possiamo fare 6 moto? Probabilmente potremmo. Lo vogliamo? Non necessariamente, sarebbe un bel fardello con tutto quel che implica la produzione e il supporto. Il numero ottimale è 4.”

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