MotoGP, Lin Jarvis

MotoGP, Lin Jarvis: “Sui motori siamo preoccupati”

Lin Jarvis felice per i cinque podi su sei nelle prime due gare MotoGP. Ma non nasconde una certa preoccupazione sul problema motori.

27 luglio 2020 - 11:35

Lin Jarvis, direttore di Yamaha Racing, è entusiasta per i cinque podi su sei ottenuti nelle prime due gare della stagione MotoGP 2020. A lui il difficile compito di mediare tra il box e l’azienda, tra le richieste di Valentino Rossi e le risposte degli ingegneri di Iwata. Dopo il podio il campione di Tavullia ha svelato le insistenze fatte nei giorni scorsi per ottenere delle modifiche.

Il suo potere decisionale è in fase calante all’interno del team, ma ha dimostrato di avere ragione. Non a torto si lavora sui dati di Fabio Quartararo e Maverick Vinales: “Abbiamo quattro piloti con quattro setting molto simili, ma Vale ha avuto sempre problemi con le gomme e il grip. Lui ha spinto per avere un set-up della moto del passato – ha sottolineato Lin Jarvis a Sky Sport MotoGP -. Non è stato facile con i giapponesi, ma alla fine lui ha spinto ed ha ottenuto i risultati“.

I nodi di casa Yamaha

Valentino Rossi non ha chiesto modifiche radicali né una Yamaha M1 su misura, ma solo dei cambiamenti di assetto. Perché occorre fare pressioni per ottenere modifiche di setting? “Non ha a che fare con la nazionalità, se lavori con ingegneri italiani o tedeschi è uguale. Loro hanno tanti dati e vogliono seguire la loro strada. Ma è importante seguire il pilota, fa parte del lavoro del box. Ovviamente se gli altri vanno forte e l’altro vuole cambiare c’è una specie di contro-lavoro“.

Yamaha deve fare i conti anche con l’altra faccia della medaglia, il rebus motori, che ha costretto prima Valentino Rossi e poi Franco Morbidelli a parcheggiare la moto prima del traguardo. “Mi dispiace per Franky, oggi sembrava molto forte e pare che il problema sia il motore. Sicuramente siamo preoccupati perché abbiamo perso due motori l’altra volta, uno oggi, è un po’ strano. Ma abbiamo fatto due buoni week-end di gara. Adesso dobbiamo controllare per vedere se il problema è lo stesso e poi risolvere. La specifica è diversa – ha concluso Lin Jarvis -, ma tante componenti sono uguali“.

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