MotoGP, l’emergenza Coronavirus ad Andorra (terra di piloti)

I piloti della MotoGP che vivono ad Andorra sono in autoisolamento. Nel Principato l'emergenza Coronavirus sta provocando più problemi del previsto.

20 marzo 2020 - 11:43

Andorra terra di piloti. Qui abitano molti assi della MotoGP come Tito Rabat, Joan Mir, Alex Rins, Aleix e Pol Espargaró, Maverick Viñales. Anche il Principato, che conta 76.000 abitanti, sta affrontando l’emergenza Coronavirus. Ad oggi si contano 76 contagi (24 sono operatori sanitari) dopo il primo caso rilevato il 2 marzo, un solo ricoverato in condizioni critiche. Solitamente Andorra segue le linee politiche della Spagna pur essendo uno Stato indipendente. Anche qui la mancanza di mascherine di protezione per medici ed infermieri ha destato non pochi problemi, in attesa di rifornimenti dalla Cina che ne ha prodotte in quantità maggiori rispetto al necessario.

L’ALLARME COVID-19 NEL PRINCIPATO

Andorra ha nel turismo il suo pilastro, qui ogni anno arrivano quasi 8 milioni di visitatori, maggiormente concentrati nella stagione invernale. Un duro contraccolpo per il Principato che ora è in allerta per rallentare la diffusione del virus Covid-19. Sebbene Andorra non abbia chiuso i confini, i paesi vicini lo hanno fatto. Ma restano chiusi gli impianti sciistici e i ciclisti professionisti, nonostante un apposito permesso, hanno deciso di interrompere gli allenamenti. Restano aperti solo negozi alimentari, stazioni di servizio e farmacie. Qui hanno iniziato a prendere misure precauzionali molto prima rispetto alla Catalogna per evitare il collasso sanitario.

Le autorità chiedono da tempo l’autoisolamento per evitare anche il dissesto finanziario, dal momento che Andorra non fa parte né dell’UE né del FMI. Ha una potenza finanziaria ridotta, ma allo stesso tempo c’è meno pressione fiscale e meno debito pubblico. Questi fattori mitigheranno le conseguenze della non appartenenza a questi organismi. Il ministro della Salute Martínez Benazet ha sottolineato che nei prossimi giorni “ci sarà un aumento di casi importanti“, come evidenziato da studi epidemiologici e “dobbiamo essere preparati. Non mi preoccupo del crollo dei letti in terapia intensiva perché abbiamo la possibilità di aumentarli. Sono preoccupato per la mancanza di personale sanitario“.

LA QUARANTENA DEI PILOTI IN ANDORRA

Il numero di isolati in Andorra in questo momento “è di diverse centinaia perché ogni caso coinvolge più persone“. Fino alla scorsa settimana i piloti MotoGP si allenavano fuori casa, adesso hanno adottato misure più restrittive. Si allenano nelle palestre di casa e qualcuno si diverte anche in giochi di società, come nel caso di Joan Mir e Tito Rabat. I due vicini di casa ammazzano il tempo a Monopoli, negli ultimi mesi hanno lavorato a stretto contatto quasi tutti i giorni. “Alle sette del mattino sono già in piedi e non so cosa fare – ha raccontato il pilota Ducati ad ‘AS’ -. Porto il cane a fare una passeggiata in montagna ed è tutto. Si chiama Turbo, non un turbo diesel, ma un turbo con benzina“.

Allenamenti al chiuso anche per Aleix Espargaró, solitamente abituato a lunghi allenamenti in mountain bike. “Resto a casa, ma mi sto ancora allenando duramente! Come state ragazzi? Forza, cerchiamo di essere positivi!“. Medesima linea per suo fratello, il neo papà Pol: “Usciremo da questa quarantena più forti che mai, sotto ogni aspetto! Stiamo tutti passando un momento difficile, dobbiamo lottare come una squadra! Forza ragazzi“. Resta a riposo Maverick Viñales dopo il piccolo infortunio in motocross rimediato diversi giorni fa. Per Alex Rins, invece, è tempo di organizzare le nozze.

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