Bianchi 350 - Motomondiale

MotoGP, le case dimenticate: la meteora Bianchi ed i podi degli anni ’60

Tra le case un tempo nel Motomondiale ricordiamo Bianchi, che ha ottenuto anche svariati piazzamenti sul podio negli anni '60. La sua storia.

22 gennaio 2021 - 21:45

Case che hanno una lunga tradizione nelle corse, case che hanno scritto anche solo un piccolo pezzo della storia del Motomondiale. Se facciamo un nome mitico come Bianchi, vengono in mente soprattutto le biciclette, trattandosi questa della fabbrica più vecchia del mondo ancora esistente. Ma un tempo questo è stato anche un marchio in azione (per breve tempo) nel Campionato del Mondo, con svariati piazzamenti sul podio negli anni ’60. Ricordiamo la sua storia.

LA NASCITA 

Dobbiamo risalire fino al 1885 per trovarne le origini. Edoardo Bianchi, cresciuto nel collegio milanese dei Martinitt (una struttura per orfani e bimbi abbandonati), mette in pratica i rudimenti di meccanica qui appresi dando via ad una piccola officina meccanica per la costruzione e riparazione di velocipedi. In pochi anni, grazie al suo ingegno, diventa un affermato imprenditore nell’industria ciclistica italiana, dando vita alla F.I.V. Edoardo Bianchi (la sigla sta per Fabbrica Italiana Velocipedi), poi nota solo come Bianchi. Alla fine dell’800 inizia ad espandersi anche nel settore dei veicoli motorizzati.

Non manca l’interesse per le corse, sviluppato dai primi anni del ‘900: prima ciclismo, con nomi storici come ad esempio Fausto Coppi, Felice Gimondi, Marco Pantani. Sarà un marchio che troveremo anche nel motociclismo e nell’automobilismo. Un paio di nomi? Tazio Nuvolari ed Alberto Ascari. Come tante industrie, dovrà impegnarsi anche in campo militare viste le guerre mondiali. Negli anni ’60 segnaliamo il ritorno alle corse motociclistiche grazie ai nuovi modelli, ovvero le 250, 350, 500 bicilindriche bialbero. Ricordiamo anche che dal ’59 a capo dell’Ufficio Tecnico c’era un certo Lino Tonti…

LE CORSE

I risultati nelle competizioni iniziano ad arrivare attorno agli anni ’20. Citiamo i titoli conquistati, partendo da quelli sul suolo nazionale. Tazio Nuvolari porta a Bianchi il primo Campionato Italiano Velocità nel 1926, categoria 350cc. Nella stessa classe ne arriveranno altri due nel 1928 e nel 1929, entrambi grazie ad Amilcare Moretti. Si passa poi in 500cc, categoria in cui arriveranno altri tre titoli: nel 1936 ci pensa Dorino Serafini, nel 1961 è la volta di Ernesto Brambilla, nel 1964 il titolo tricolore arriva con Remo Venturi. Ma un titolo arriva anche in campo internazionale: nel 1925 Tazio Nuvolari con Bianchi si assicura la vittoria in 350cc nel Campionato d’Europa FICM, nato da appena un anno. Che cos’era? Nient’altro che quello che nel 1949 diventa il Campionato del mondo di velocità, ovvero l’odierno Motomondiale…

IL MONDIALE: 1961-1962

Come detto inizialmente, il ritorno alle corse a livello internazionale avviene negli anni ’60, in quello che è ormai diventato il Campionato del mondo di velocità. I primi risultati arrivano nel 1961 in 350cc, con quattro piloti Bianchi a punti. Il migliore di questi è Bob McIntyre, 5° iridato con anche i primi podi mondiali per il marchio milanese (2° ad Assen, 3° al Sachsenring). Un altro secondo posto arriva con Alastair King nel GP dell’Ulster, a punti anche Ernesto Brambilla ed Alan Shepherd. L’anno dopo si registra anche qualche presenza in classe regina, con Silvio Grassetti che porta il primo podio 500cc: è 3° nel GP delle Nazioni a Monza. Un 3° posto che in quello stesso GP conquista anche in 350cc, categoria in cui in precedenza mette a referto un altro podio ad Assen.

IL MONDIALE: 1963-1964

Nel 1963 i risultati arrivano nella categoria 350cc. Ci pensa Remo Venturi a conquistare un secondo posto al Hockenheimring, in una gara chiusa con solo sei piloti al traguardo e tutti di case diverse. Un altro podio, una terza piazza, era arrivata anche nel GP delle Nazioni. Se però non avesse disputato la gara con la moto del compagno di marca Renzo Rossi… Si becca così la squalifica, perdendo un altro bel risultato stagionale. Anche nel 1964 abbiamo qualche risultato di rilievo, stavolta in 350cc ed in 500cc. In classe regina Venturi chiude 8° iridato grazie al secondo posto ad Assen, a referto anche Alberto Pagani ma senza punti. Sempre ad Assen il pilota di Spoleto porta Bianchi sul podio anche in 350cc.

IL MONDIALE: 1965-1966-1968

Nel 1965 ci pensa Silvio Grassetti ad assicurare qualche altro podio al marchio milanese. L’occasione è il GP delle Nazioni a Monza, con un podio 350cc tutto tricolore: sotto la pioggia vince Giacomo Agostini, Grassetti chiude 2°, terza piazza per Tarquinio Provini. L’anno successivo i migliori risultati sono due quarti posti nella medesima categoria, sempre con il pilota marchigiano. Con lui ritroviamo il marchio nel 1968 in 500cc, ma arrivano solo due ritiri. Questo è l’ultimo anno in cui abbiamo una Bianchi al via nel Motomondiale.

L’EPILOGO

Negli anni ’60 però si verifica anche l’importante crisi del settore motociclistico. Bianchi non ne rimane immune, e questo la porta ad avere una grave crisi finanziaria. Alla fine del 1964 quindi non rimane altro che sottoscrivere la dichiarazione di liquidazione. La produzione di motocicli però continua per qualche altro anno, fino al 1967. Negli anni ’70 si tenta il ritorno alla vendita di ciclomotori Bianchi con motori Minarelli, ma dura poco e la casa milanese abbandonerà definitivamente questo settore.

Foto: parmeggianicollection.com

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