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MotoGP, le case dimenticate: la breve avventura della Parilla

Tra le meteoriche comparse nel Motomondiale segnaliamo anche Parilla, azienda nata a Milano dopo la seconda guerra mondiale. La sua storia.

6 gennaio 2021 - 17:48

Case italiane vere protagoniste nel Motomondiale, altre che ci hanno provato. Ci sono poi anche le brevi comparse in alcune stagioni del Campionato del Mondo. Un esempio? Parliamo di Moto Parilla, più nota altrimenti come Parilla, azienda milanese nata alla fine della seconda guerra mondiale. La caratterizzava la grande cura artigianale di ogni dettaglio, certo un pregio, ma anche un fatto che l’ha portata verso la fine. Vediamo la sua storia.

LA NASCITA 

Questa casa motociclistica vedrà la luce nel 1946 a Milano, col nome leggermente modificato del suo fondatore (per renderne più armoniosa ed accattivante la pronuncia). Parliamo di Giovanni Parrilla, di origini calabresi ma trasferitosi anni prima a Milano, animato dalla grande passione per le due ruote, e che nel capoluogo lombardo già aveva un’officina ben avviata per la riparazione di componenti di motori diesel. Suo braccio destro allora era quel Alfredo Bianchi che poi sarebbe stato fondamentale nella creazione della mitica Aermacchi Ala d’Oro. Il primo marchio della neonata Moto Parilla era un levriero in corsa, come vediamo qui sotto.

Un ambizioso progetto il cui primo modello è la 250cc MonoAlbero, completato in tempi record. Tre i prototipi realizzati nel 1946, anno in cui iniziano già i collaudi su strada (con Nino Grieco, che in seguito porterà il marchio nel Mondiale), prima di esordire nelle prime corse quello stesso settembre, suscitando ottime impressioni. Un’accoglienza che porta grande motivazione a Parrilla e Bianchi, che continuano a lavorare alacremente nel progetto, migliorando nel tempo ciclistica ed estetica del modello, a cui ne seguiranno molti altri di successo. Sempre con un’unica caratteristica, ovvero la grande cura di ogni dettaglio, rendendo qualsiasi mezzo un gioiello unico per gli appassionati.

LE CORSE 

Il primo grande risultato arriva nel 1948, quando Piero Cavaciuti trionfa nel Campionato Italiano Velocità. Sempre con lo stesso pilota il marchio si ripete due anni dopo con lo strepitoso successo nella lunga e massacrante Milano-Taranto: un percorso di oltre 1300 km in 14 ore, cinque delle quali di notte, in sella alla 250cc BiAlbero. Competizione vinta nuovamente nel ’52 dal fratello di questo primo vincitore, ovvero Celeste Cavaciuti. Arrivano altri successi a livello internazionale, come la vittoria del Campionato nazionale di velocità in Germania nel biennio 1950-1951 con Schnell e Gablenz. Un palco importante fu anche la XXVI “Sei Giorni Internazionale” di Varese, con in bella evidenza la pilota britannica Olga Kevelos in sella alla 125cc 2T. Segnaliamo la vittoria del Giro Motociclistico d’Italia nel 1957 con Giuseppe Rottigni, più tre campionati italiani ed il campionato canadese di velocità l’anno successivo. Non mancano anche svariati trionfi negli Stati Uniti nelle gare di velocità, soprattutto a Daytona.

NEL MOTOMONDIALE 

Quest’azienda di grande successo in ambito commerciale registrerà anche qualche comparsa nel Motomondiale, lo ricordiamo nato nel 1949. Il primo piazzamento a punti arriva nel 1951: Nino Grieco ottiene un sesto posto in 250cc nel Gran Premio di Svizzera, che migliora l’anno successivo nello stesso evento, quando chiude 5° come unico alfiere Parilla a punti. Per ritrovare questo marchio in classifica iridata dobbiamo attendere il 1962, quando il pilota uruguayano Carlos Marefetan ottiene un 5° posto nel Gran Premio d’Argentina. L’anno successivo sempre lui chiuderà a punti nel medesimo evento grazie ad una sesta piazza. Il grande risultato arriva nel 1964, in occasione della 100^ gara per la classe 250cc: il britannico Ron Grant porta a Parilla un secondo posto nel Gran Premio degli Stati Uniti, di scena a Daytona. È il miglior piazzamento mai raggiunto dalla casa lombarda, ed anche l’ultimo a punti.

L’EPILOGO

Da tempo Giovanni Parrilla ha ceduto una parte minore della sua attività alla Società Industriale Lombarda, vista la crisi che stava cominciando ad interessare il settore. Nel 1961 il fondatore dell’azienda milanese diventa socio di minoranza della SIL. Nel contempo si guarda ai mercati esteri, soprattutto negli U.S.A., visto che le leggere moto da competizione Parilla (da 175cc a 250cc) riscuotono sempre meno interesse in Italia. In seguito la casa motociclistica passerà in toto sotto il controllo della SIL, con grande dispiacere del suo fondatore: inizia così il crollo verticale che porterà alla chiusura. Parrilla invece cerca di portare avanti l’attività di costruttore nella FIMAS (Fabbrica Italiana Motori a Scoppio) da lui creata, concentrandosi sui go-kart, per poi dare vita nel 1966 alla MP, destinata al cross (col nome MP). Dieci anni dopo, a 66 anni, registriamo la dipartita di Giovanni Parrilla.

Foto: parilla.it

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