MotoGP, Maverick Vinales

MotoGP, l’ascesa di Vinales-Quartararo e la discesa di Rossi

Maverick Vinales e Fabio Quartararo hanno sfruttato l'interesse Ducati per strappare una firma celere. Da qui il "voltafaccia" di Yamaha al Dottore.

5 febbraio 2020 - 20:44

Yamaha ha dato il via alla stagione MotoGP 2020 con una serie di comunicati ufficiali che hanno rivoluzionato la line-up, escludendo dai piani futuri Valentino Rossi. La storia di un accordo consensuale tra Lin Jarvis e il team del Dottore sta in piedi, ma qualcosa è cambiato durante l’inverno. Fino all’ultimo test di Jerez il manager di origine britannica aveva confermato di voler aspettare la decisione del campione di Tavullia. Ma agli inizi di gennaio qualcosa è cambiato. L’entrata a gamba tesa di Ducati su Maverick Vinales ha giocato a favore dello spagnolo. Il pilota di punta, tramite il manager Paco Sanchez e il capotecnico Esteban Garcia hanno lanciato diversi moniti ai vertici di Iwata.

Il corteggiamento di Borgo Panigale ha spinto Vinales a farci davvero più di un pensiero. Da un lato Yamaha che non gli offriva risposte né garanzie, nonostante fosse stato l’unico pilota Yamaha a collezionare vittorie negli ultimi due anni. Dall’altro Ducati, pronta ad ingaggiarlo a suon’ di milioni. Al momento di chiedere chiarimenti durante il suo soggiorno a Doha, non ha avuto risposte esaustive. A quel punto i tempi iniziavano a farsi stretti e Maverick non voleva correre il rischio di passare su una moto, la Desmosedici, che resta comunque un punto interrogativo per chi vi approccia per la prima volta. Jorge Lorenzo docet.

IL DIKTAT DI MACK E FABIO

Non restava altro da fare che rivolgersi direttamente alla sponda giapponese del team, che gli ha aperto le porte nonostante la pausa invernale. A più riprese Maverick Vinales ha chiesto di dettare lo sviluppo della YZR-M1, di essere considerato il pilota di punta. Si è fatto forte di un corteggiamento Ducati che attendeva soltanto la firma. A Iwata non potevano farsi scappare l’unico pilota in grado di portare la Yamaha sul gradino più alto del podio. Da qui la scelta di affrettare i tempi e di mettere in chiaro le richieste nel contratto appena firmato.

Copione più o meno simile quello di Fabio Quartararo, complice la bravura del suo manager Eric Mahe. Già a metà della scorsa stagione MotoGP hanno strappato maggiori garanzie, ottenute con un motore più aggiornato nelle ultime gare del 2019. Inoltre per blindare il fenomeno francese Yamaha gli ha garantito una M1 factory per il 2020. Consapevoli che Ducati aveva tentato già un primo approccio, i tempi del mercato si sono ristretti. A gennaio Lin Jarvis ha dovuto mettere subito in cassaforte la firma di Quartararo, prima che Gigi Dall’Igna & Co. si avventassero sull’astro nascente. Poco importa della decisione di Valentino Rossi e del suo carisma. L’obiettivo numero 1 è battere Marc Marquez e riprendersi il trono della classe regina.

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