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MotoGP, la tecnica: la Suzuki GSX-RR 2020 nei test a Misano

Suzuki ha compiuto molti giri nei test a Misano con Guintoli. Ripercorriamo l'evoluzione della GSX-RR, dal 2019 fino alla versione 2020.

1 luglio 2020 - 17:20

Suzuki è reduce da una stagione MotoGP 2019 molto solida. Con una stella affermata e un promettente debuttante, la loro GSX-RR è migliorata costantemente nelle ultime stagioni. Combinando velocità e maneggevolezza, ecco come la Suzuki si è evoluta in una macchina vincente.

Durante i test pre-stagionali a Sepang ed in Qatar, i due piloti  in blu sono stati impressionanti. Il team ha lavorato duramente introducendo un nuovo telaio, di cui sia Alex Rins che Joan Mir sembravano molto soddisfatti.

Il team Suzuki Ecstar ha anche provato un nuovo motore per la prima volta alla fine della scorsa stagione. Sembra più veloce e più facile da gestire rispetto alla versione precedente, secondo Rins e Mir. A Sepang entrambi hanno mantenuto un buon ritmo nelle simulazioni di gara. In Qatar poi si sono comportati molto bene sia nei long run che negli sprint. Rins ha concluso i test in quarta posizione, a soli 2 decimi dalla testa della classifica, e Mir non era molto indietro, 6°, anche lui poco lontano dal primo.

Questa in foto non è la Suzuki GSX-RR 2019: in effetti mostriamo la versione 2018. È importante rivederla per notare tutti i miglioramenti tecnici apportati nel 2019.

In questa immagine infatti osserviamo che lo scarico ora ha 2 uscite. Anche il pacchetto aerodinamico è cambiato, riducendolo ad un unico pezzo. Vediamo però che la moto stessa ha mantenuto il medesimo profilo.

Soffermiamoci sulla parte anteriore della Suzuki di Joan Mir, in particolare sul pacchetto aerodinamico e sulla presa d’aria. Sono quelli che Suzuki ha utilizzato fin dall’inizio dell’anno scorso e mantenuto fino alla pausa estiva. Il nuovo pacchetto aerodinamico è quello che appare nell’immagine qui sotto.

Suzuki ha presentato questo pacchetto aerodinamico dalla forma molto più aggressiva. Ricorda quello della Honda (anche se molto più grande), di cui abbiamo visto diverse versioni nel 2019. Come detto prima, anche la presa d’aria è cambiata e presenta ora una forma più rettangolare.

Suzuki ha testato ben 3 versioni del suo ‘cucchiaio’ durante la stagione 2019. La loro versione iniziale non ha funzionato perché era troppo grande e toccava l’asfalto ad alti angoli di inclinazione. La loro seconda versione invece, illustrata nell’immagine in basso, è molto più efficace. Era più piccolo del precedente ed i piloti ne erano soddisfatti:  lo abbiamo visto molto spesso sulla GSX-RR.

Ecco infine la terza versione del cucchiaio. Se lo confrontiamo con quella precedente, notiamo che questa è più stretta. Si restringe molto più di prima, cattura quindi meno aria e in teoria ha meno effetto. Sembra che Suzuki abbia trovato qualcosa che funziona, dopo alcune modifiche.

Ci sono due cose di questa immagine da sottolineare. Per prima cosa, il rivestimento in carbonio sulla trave principale del telaio. È stata una caratteristica presente costantemente sulla moto per tutto il 2019. In secondo luogo, ci sono due ‘finestre’ per il livello dell’olio nella parte inferiore del motore. Questo è il modo più semplice per noi per capire che si tratta del motore 2020. Nella versione precedente infatti ce n’era solo una.

Solo per il piacere degli occhi, ecco il doppio scarico della Suzuki, che ha preso ispirazione da Yamaha.

L’arma principale della Suzuki 2020 è il nuovo telaio, che nell’immagine in alto possiamo vedere nella GSX-RR a sinistra. Quello sulla moto a destra è la versione 2019 in fibra di carbonio, che i piloti hanno usato dalla metà della stagione 2018.

Guardando più da vicino, possiamo notare che il telaio 2020 è diverso attorno al punto di snodo del forcellone. Ha un profilo molto più spesso di prima, probabilmente modificando le caratteristiche di rigidità del telaio.

Sappiamo che la Suzuki è probabilmente la moto più omogenea presente nella categoria MotoGP, ma in passato ha avuto problemi riguardo la stabilità in frenata. Nel 2019 sono migliorati molto in questo senso, ma sembra che la versione 2020 vada ancora meglio.

L’aerodinamica era un aspetto importante da considerare nei test pre-stagionali e Suzuki non intendeva ignorarlo. Hanno infatti mostrato delle alette più grandi, che hanno sicuramente fornito un maggiore supporto per aiutare a ridurre il wheeling.

Tuttavia, nel corso dei test della scorsa settimana a Misano, Sylvain Guintoli non ha testato questa versione della carenatura, ma piuttosto quella del 2019. Potrebbe quindi sembrare che il vecchio pacchetto aerodinamico sia più adatto alla Suzuki. Dovremo aspettare fino a Jerez per vedere quale sarà la versione finale.

Ecco infine la Suzuki in tutto il suo splendore, anche dopo un passaggio nella ghiaia. È una moto bellissima e in questa stagione potrebbe mantenersi molto spesso nella zona alta della classifica dei tempi.

In questa foto però notiamo anche che Suzuki stava testando un forcellone con un taglio sul lato destro (a destra della scritta DID, sopra Michelin). Il braccio oscillante ‘normale’ non ce l’ha ed è con quest’ultimo che abbiamo visto i piloti di solito. Resta tuttavia da vedere quale delle due versioni si adatterà meglio ai piloti, a seconda della rigidità.

Foto di copertina: Marco Lanfranchi

Video: @suzukimotogp

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

1 commento

maximilianoelias198_14925840
5:27, 7 luglio 2020

Hanno torto sul sistema di scarico, suzuki lo ha usato per primo nel Qatar 2019 e Yamaha lo ha copiato in seguito. Quando Rins batte Rossi ad Austin, Rossi viene visto guardando il sistema di scarico della Suzuki

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